Cronaca

A Magasa c’è un’area protetta e tranquilla per la tutela delle api regine

Il sindaco Venturini ha firmato l’ordinanza per proteggere l’Ada e favorire la selezione genetica dell’Apis mellifera
Simone Bottura
Delle api
Delle api

Area di accoppiamento e fecondazione e delle api regine: vietato disturbare. Il divieto è imposto da un’ordinanza del sindaco di Magasa, Omar Venturini, a tutela dell’area individuata da Apilombardia – associazione che rappresenta 2.200 apicoltori, dei quali più di 500 imprenditori apistici, che allevano oltre 70mila alveari – per dare attuazione a un progetto dedicato alla selezione, alla tutela genetica e alla valorizzazione dell’Apis mellifera, uno degli impollinatori più importanti e riconoscibili.

La scelta

L’area non è stata scelta a caso. La conformazione geografica della Val Vestino, chiusa a nord dai monti Caplone e Tombea, insieme alla ridotta presenza di apicoltura stanziale e nomade, offre condizioni particolarmente favorevoli all’isolamento riproduttivo, requisito essenziale per un’Area di Accoppiamento (Ada).

«Nelle api – spiega Apilombardia – l’accoppiamento avviene in volo libero e una regina vergine viene fecondata da numerosi fuchi di origine spesso non conosciuta. Questo rende difficile controllare la componente paterna della discendenza e costituisce uno dei principali limiti nei programmi di selezione e conservazione. L’Ada consente di affrontare questo limite attraverso la presenza, in un’area naturalmente isolata, di colonie produttrici di fuchi appartenenti a una popolazione selezionata e riconducibile a uno specifico tipo genetico. Gli apicoltori possono così portare le proprie regine vergini per favorirne la fecondazione con fuchi selezionati, ottenendo regine più omogenee e coerenti con gli obiettivi del programma».

L’Ada di Magasa si trova tra il borgo di Cima Rest, a 1.200 metri di quota, e la frazione di Cadria, a 900 metri. L’ordinanza del sindaco stabilisce che qui, in un’area definita e delimitata, «non possono essere introdotte con nomadismo o comunque detenute e allevate famiglie di api diverse da quelle presenti nel progetto».

La durata

L’ordinanza sarà in vigore fino a dicembre 2029. Il contesto ambientale della Val Vestino, con boschi di faggio, frassino e conifere, una ridotta presenza di castagno e una buona disponibilità di erbacee di interesse apistico, rafforza la vocazione dell’area come luogo idoneo a un progetto di accoppiamento controllato.

L’Ada rappresenta un servizio per gli apicoltori e un presidio di biodiversità e tutela genetica. La sua gestione – fondata sulla collaborazione con gli apicoltori locali, su un regolamento di utilizzo e su un calendario di accesso – permetterà di valorizzare il territorio e sostenere il lavoro di selezione svolto dalle aziende apistiche.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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