Prosegue il percorso di recupero e valorizzazione degli ultimi due rüdhù sopravvissuti a Premiano, che con la forza dell’acqua davano energia alle macchine degli antichi opifici da cui è cominciato lo sviluppo economico di Lumezzane tra il XVIII e il XX secolo.
L’associazione Ruote della Memoria ha formalizzato l’affidamento all’architetto Javier Atoche Intili dell’incarico per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e, contestualmente, ha avviato la realizzazione di un documentario divulgativo dedicato alla storia, alla memoria e alle prospettive di recupero dei due manufatti.
Il progetto
«Le due iniziative – spiega Carlo Seneci, vicepresidente dell’associazione – rappresentano un passaggio decisivo nel percorso avviato dall’associazione attraverso una fase preliminare di studio, rilievo e ricerca storica, con l’obiettivo di rendere nuovamente fruibili il rüdhù dei Ghidini Butì, situato in località Cargne, e quello di Carlo Luigi Frascio dei Galéi, ubicato più a monte lungo il torrente Gobbia».
Le ricerche storiche condotte negli ultimi mesi hanno evidenziato il valore non solo tecnico e industriale dei manufatti, ma anche sociale e culturale, in quanto luoghi strettamente legati alla memoria di alcune delle famiglie che hanno contribuito alla crescita del territorio.
Gli studi hanno inoltre consentito di delineare le potenzialità di un progetto capace di coniugare tutela del patrimonio, valorizzazione culturale e fruizione pubblica. «Il progetto di fattibilità tecnico-economica – continua Seneci – costituirà il principale strumento per individuare le strategie di intervento più appropriate sotto il profilo tecnico, economico e gestionale».
Parallelamente, l’associazione ha incaricato lo Studio 9 Dots Film Produzioni di Brescia della realizzazione di un documentario divulgativo finalizzato a raccontare la storia dei rüdhù, il loro ruolo nello sviluppo industriale della valle e il percorso intrapreso per la loro salvaguardia.
Condivisione
«Con l’avvio della progettazione e della documentazione audiovisiva – conclude Seneci – abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti verso la costruzione di una strategia condivisa sia con l’Amministrazione sia con i proprietari dei due siti di archeologia industriale, per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-produttivo locale». L’obiettivo è restituire alla comunità luoghi oggi poco conosciuti, trasformandoli in occasioni di conoscenza.



