La colonna nera non c’era più. Ma ieri mattina restavano l’odore acre della combustione e un lungo lavoro ancora da completare. Sopra la Valli di Castel Venzago si alzava una nube grigiastra, molto meno densa rispetto a quella che domenica aveva oscurato il cielo, mentre sul posto proseguivano le operazioni di spegnimento, bonifica e monitoraggio ambientale. L’odore si avvertiva ben oltre i confini comunali, da Montichiari a Castenedolo, passando per Calcinato, Calvisano e Solferino. Proprio qui il sindaco ha invitato i cittadini, in via precauzionale, a tenere chiuse le finestre.
Le operazioni
Per tutta la notte e anche nella giornata di ieri i Vigili del fuoco hanno continuato le operazioni di spegnimento e bonifica. Sul posto è rimasto operativo un imponente dispositivo di uomini e mezzi, affiancato dai volontari della Protezione civile di Lonato-Bedizzole e Calcinato, alternatisi nel supporto alle attività di emergenza. Nelle fasi più delicate dell’intervento sono stati impiegati anche il mezzo aeroportuale Efestus e, per la prima volta in provincia di Brescia, un robot antincendio. Resta quella dell’autocombustione l’ipotesi prevalente sulle cause del rogo, sviluppatosi tra materiali organici e plastici stoccati nello stabilimento.

Proprio mentre proseguivano le operazioni di bonifica, Arpa Lombardia ha continuato il monitoraggio della qualità dell’aria. L’Agenzia ha spiegato che l’incendio risultava ieri sotto controllo e in progressiva diminuzione. Già dalla serata di domenica è stato installato un campionatore ad alto volume per rilevare l’eventuale presenza di microinquinanti, tra cui diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici. Il primo filtro è stato ritirato ieri mattina e sottoposto alle analisi; i risultati sono attesi non prima di oggi. Il monitoraggio proseguirà ancora per alcuni giorni, fino al ripristino delle ordinarie condizioni della qualità dell’aria, così da verificare gli effetti dell’incendio anche dopo lo spegnimento delle fiamme.
Le disposizioni
Sulla base delle indicazioni di Ats, poi, già nella tarda serata di domenica il sindaco Nicola Bianchi ha firmato una seconda ordinanza, a integrazione di quella emanata nelle ore immediatamente successive all’incendio. Restano in vigore, entro un raggio di un chilometro dallo stabilimento, l’obbligo di tenere chiuse le finestre e di evitare di sostare all’aperto, oltre al divieto di consumare frutta e verdura degli orti, alimenti o acqua lasciati all’esterno e all’invito a tenere al chiuso gli animali da affezione e da cortile, proteggendo anche le scorte di cibo e acqua.
Le nuove disposizioni sono state comunicate direttamente ai residenti di Castel Venzago: la Polizia locale li ha avvisati casa per casa delle misure precauzionali. Ma l’ordinanza è soltanto il primo passaggio. Perché se il giorno dopo l’incendio le fiamme non erano più il problema, il lavoro è ora tutt’altro che concluso: per la completa bonifica di quel che rimane dello stabilimento e i monitoraggi ambientali servirà del tempo.



