Più libri a disposizione. E consultabili. I libri che compongono la biblioteca del fondo Lechi ora sono a disposizione di tutti: i volumi sono stati catalogati e, quindi, inseriti nel Sistema bibliotecario Brescia Est, diventando un patrimonio culturale pubblico e consultabile.
Composto da opere varie, soprattutto dedicate all’arte tra le quali enciclopedie, è frutto degli interessi e delle necessità della famiglia. L’ampio lavoro, che terminerà entro la fine dell’anno, è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, la biblioteca comunale, il Sistema bibliotecario e Montichiari Musei: la presentazione è avvenuta durante la prima «Notte della cultura» di sabato richiamando grande partecipazione. Ecco i numeri: le presenze al Museo del Risorgimento sono state 232, al Lechi 274, al Teatro Bonoris 161, alla Pinacoteca Pasinetti 110, a cui si aggiungono quelle ad altri luoghi e agli eventi nel centro storico.
«La catalogazione del Fondo Lechi (al momento contiamo oltre mille documenti già lavorati) e la sua incorporazione nelle collezioni della Biblioteca civica Giovanni Treccani degli Alfieri di Montichiari rendono, quindi, disponibili al pubblico i libri che la famiglia Lechi aveva acquistato e radunato per i propri bisogni informativi- è intervenuto Alberto Bettinazzi, coordinatore del Sistema Bibliotecario Brescia Est -. Un fondo privato non è una somma di libri: è la sedimentazione di una passione, porta con sé l’impronta di uno studioso, di un collezionista o, come nel nostro caso, addirittura di una famiglia. Integrare un fondo di questo genere in una biblioteca pubblica significa sottrarlo all’oblio dei salotti privati o alla dispersione del mercato antiquario per restituirlo alla comunità come bene comune e, ancora, significa custodire la memoria del singolo per arricchire la mente di tutti».
Orgoglio
Soddisfazione e orgoglio anche per il direttore di Montichiari Musei Federico Troletti: «Di alcuni di questi volumi non c’erano copie nel Sistema, pertanto non condividerli sarebbe stato un limite culturale – ha detto Troletti –. Stanno già arrivando le prime richieste di consultazione e ne siamo felici. Specifico, inoltre, che la biblioteca Lechi è viva, pertanto inseriremo anche altri volumi museali, ma la dicitura della catalogazione permetterà di distinguere le novità, mantenendo evidente il patrimonio, invece, originario. Evidenzio inoltre come del fondo Lechi facciano parte anche delle fotografie non tutte confluite nell’enciclopedia Dimore Bresciane e alcune ritraggono edifici non più esistenti quindi sono anche una testimonianza storica. Grazie all’assessore Varone per aver dato seguito a questo progetto e alla responsabile della biblioteca comunale Lara Favalli per l’impegno».
Un ringraziamento a tutti i soggetti coinvolti è giunto anche dall’assessora alla Cultura Martina Varone: «Come Amministrazione comunale, riteniamo importante valorizzare il ricco patrimonio culturale che abbiamo: la catalogazione del fondo Lechi rientra in questo percorso che punta molto sull’apertura e sul tessere relazioni culturali per coinvolgere sempre di più i monteclarensi, ma anche i turisti. Anche la prima edizione della Notte della cultura, per la quale ringrazio tutti coloro che l’hanno resa possibile, ne è una prova, come pure una serie di eventi che arriveranno nei prossimi mesi».



