Liberi nel lago d’Iseo i primi 2 milioni di piccoli coregoni

Flavio Archetti
Concluso il lungo lavoro di allevamento nell’incubatoio ittico per ripopolare il Sebino. L’operazione si concluderà con i rilasci delle trote marmorate, circa 60mila
I pescatori e la Polizia provinciale intenti nel rilascio dei pesci - © www.giornaledibrescia.it
I pescatori e la Polizia provinciale intenti nel rilascio dei pesci - © www.giornaledibrescia.it
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Il lungo e prezioso lavoro di recupero e crescita dei coregoni ha raggiunto il suo completamento. Ieri mattina i tecnici di Habitat 2.0, la Polizia provinciale e i pescatori professionisti del Sebino hanno dato la libertà i primi 2,2 milioni di pesciolini (su un totale di 5,5 milioni) rilasciandoli nell'acqua dell’Iseo.

A svolgere il lavoro, iniziato all’incubatoio ittico di Clusane alle 9.30, sono stati i tecnici di Habitat 2.0 Marco Mancini, Fabrizio Bono, Carlo Carioni, Sara Facchetti, Alessio Frattuolo, Federico Usanza e Valerio Valenti; i poliziotti provinciali Giovanni Zaccagni (vice commissario), Giuseppe Feriti (sovrintendente scelto) e Albino Rigali (assistente esperto); e i pescatori Michele Archetti, Paolo Archetti, Enzo Barbieri e Davide Bosio. A coordinare l’operazione è stato l’assessorato Caccia e pesca di Regione Lombardia.

Due coregoni - © www.giornaledibrescia.it
Due coregoni - © www.giornaledibrescia.it

Le manovre sono iniziate con la preparazione di 15 robusti sacchi in cui sono stati messe circa 150.000 larve lunghe un centimetro, prelevate dalle campane di vetro che da un mese e mezzo li ospitavano nella struttura di Passaggio, più acqua e ossigeno. I sacchi sono stati quindi consegnati ai pescatori e agli agenti provinciali, che li hanno sistemati nelle loro imbarcazioni e sono partiti per raggiungere le zone di lago considerate migliori per la liberazione, quelle con il fondale basso, la vicinanza di spiaggette e le migliori condizioni per trovare riparo dai predatori e procurarsi cibo.

L’operazione

Quattro le barche coinvolte nell’operazione. Oltre alla pilotina della Polizia, che ha raggiunto le zone più lontane dell’alto lago, tra Marone e Pisogne, c’erano anche tre «naècc» dei pescatori, diretti a Predore, Monte Isola e Iseo, nella zona di fronte all’ampio canneto delle Lamette che confina con Sassabanek. L’emozionante momento del rilascio in acqua libera è durato qualche decina di secondi per ogni sacco, avvicinato all’acqua con delicatezza mentre la barca avanzava alla velocità minima.

Rilascio dei piccoli coregoni - © www.giornaledibrescia.it
Rilascio dei piccoli coregoni - © www.giornaledibrescia.it

Gli sciami di coregoncini si sono dileguati tra i flutti in un attimo, forse increduli di avere tanto spazio di movimento dopo un mese e mezzo vissuto assiepati, ma anche al riparo dai pericoli, nelle campane di vetro dell’incubatoio.

La fase delle liberazioni prevede ancora due momenti, quello di domani, venerdì, e uno seguente a metà della settimana prossima.

Come raccontato dai soci di Habitat 2.0, gli agronomi Marco Mancini e Carlo Carioni, «conclusa l’operazione con i coregoni sarà portata a compimento con nuovi rilasci anche quella delle trote marmorate, circa 60mila, una specie più robusta le cui larve saranno liberate tra una ventina di giorni, verso fine mese, quando avranno raggiunto i tre centimetri di dimensione». La campagna di ripopolamento del coregone è iniziata il 19 dicembre scorso. Le missioni, a cui hanno partecipato la Provinciale e venti pescatori, sono state cinque, sufficienti per reperire tutto il materiale genetico programmato dalla Regione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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