Il lago d’Iseo si prepara: coregoni pronti per ripopolarlo
Sono bastate cinque pescate, sulle otto previste, per riempire le campane dell’incubatoio ittico di Clusane d’Iseo con le uova di coregone. Già solo questo dato testimonia di come la campagna ittiogenica del 2025 sia stata molto proficua. Lo spiega l’ittiologo Marco Mancini, che da quest’anno gestisce con Habitat 2.0 le strutture del Sebino e del Garda.
«Insieme a noi, che ci occupiamo dell’incubazione e della schiusa e semina di cinque milioni di "larve a sacco vitellino riassorbito" secondo la deroga ministeriale, collaborano per la riuscita della campagna una decina di pescatori di professione coordinati dalla Polizia provinciale e dalla Regione Lombardia. Questo affiatamento, insieme a esperienza e professionalità, ha permesso di conseguire i risultati ottenuti e di raggiungere gli obiettivi produttivi prefissati».
La campagna
La campagna ittiogenica per il ripopolamento delle acque lacustri è iniziata nel mese di ottobre con incontri di formazione per i pescatori, poi nel mese di dicembre c’è stata la fase di cattura e spremitura dei pesci e in questi giorni sta avvenendo la schiusa delle uova.
Nelle prime due settimane di febbraio avverrà la «semina» degli avannotti nel lago. «I pescatori di professione che collaborano sono stati appositamente formati e solo con una formazione di base hanno potuto prendere parte alle attività – continua Mancini – senza il loro apporto non si potrebbe realizzare questa campagna così delicata che consiste in diverse fasi».
L’incubatoio di Clusane d’Iseo ha in programma nei prossimi mesi altre semine a partire da fine gennaio con 60mila uova di trota marmorata che vengono acquistate altrove e fatte crescere sul Sebino.
Questa campagna è in atto da quattro anni e ci sono ottimi risultati e soddisfazione soprattutto da parte di pescatori dilettanti; tra marzo e aprile ci sarà quella del luccio che invece è, come quella del coregone, prelevato dal lago, spremuto e le uova incubate. Da metà giugno partirà la tinca, specie apprezzata ed attesa dal lago d’Iseo per via del suo utilizzo gastronomico soprattutto a Clusane d’Iseo.
I predatori
Se milioni di pesci vengono immessi nel lago, ne beneficiano anche i predatori come il pesce siluro.
«L’impatto – conclude Mancini che per tanti anni ha collaborato con la Riserva Naturale Torbiere del Sebino per contrastare il vorace predatore – è sicuramente importante, ma gli effetti del contenimento si sentono e sono misurabili. L’importante è avere a disposizione fondi e attuare progetti per non interrompere le attività perché solamente attraverso i prelievi e le catture si può, pian piano, procedere nella diminuzione di un predatore che non ha antagonisti».
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