Lettori certo, ma non solo. Sono anche di più. Sono una redazione diffusa che si affianca e integra quella dei giornalisti e dei collaboratori. Visto l’impegno, che in alcuni casi dura da decenni, non è certo azzardato definirli un «consiglio dei saggi» del territorio. Persone che non si limitano a leggere la cronaca (e ovviamente a viverla quotidianamente), ma che sentono il dovere civico di commentarla, integrarla o correggerla. Tutto questo di concretizza ogni giorno nella pagina delle Lettere al direttore. C’è ovviamente anche chi scrive una sola volta spinto dalla voglia di condividere il proprio pensiero (o di fare una critica o una proposta), ma lo zoccolo duro è un gruppo di fedelissimi che manda lettere con costanza, una «comunità di grafomani in libertà» per usare la definizione di Andrea Stanga da Montirone, assiduo frequentatore della pagina delle Lettere con le sue poesie.
L’appuntamento
C’era anche lui ieri pomeriggio in Sala Libretti per l’appuntamento che ha riunito, appunto, le firme più assidue della pagina delle Lettere al direttore; evento che la direttrice Nunzia Vallini (da sempre grande sostenitrice sia della pagine che del dialogo costante con i lettori) ha voluto nel giorno del compleanno del Giornale di Brescia, nato il 27 aprile 1945. L’81esimo compleanno è coinciso con il lancio della seconda vita del GdB, un presente/futuro che punta maggiormente sul digitale e su nuovi contenuti. Senza ovviamente dimenticare la propria storia.
Non solo, perché, come ha sottolineato Vallini, «cambiano gli strumenti, ma resta la relazione, quello che non cambia è il rapporto tra il GdB e i suoi lettori». E se quando si legge la relazione passa dalla firma, quando ci si incontra il rapporto passa dai volti; lo ha sottolineato il vice direttore Giorgio Bardaglio (che ogni giorno risponde a una lettera): «Stringervi la mano oggi è come farlo a persone, amici che si conoscono da tempo; noi però in modo atipico, io so come la pensate ma non vi avevo mai visto: oggi finalmente ci vediamo e possiamo abbracciarci».
Opinioni
Vallini ha definito la pagina delle Lettere un «parlamento aperto», e in un parlamento che si rispetti ognuno la pensa a suo modo. Così anche per il popolo delle lettere. Da destra a sinistra (anche con posizioni particolarmente radicali legate all’età), passando per chi ama la storia locale, chi i buoni sentimenti, chi punta il dito contro i disservizi, fino a chi non ama che si usino i titoli nobiliari perché siamo una Repubblica.
Eccoli allora alcuni nomi dei presenti: Renato Bettinzioli, Marzio Zizioli, Enzo Pasinetti (rigorosamente da Rezzato), Claudio Mor, Giuseppe Agazzi (che ha ricordato la mitica Renata Mucci), Roberta Verzeletti (da Brandico). La Sala Libretti era affollata da questo festoso popolo di giornalisti per hobby. Ma attenzione, non meno appassionati di chi lo è per professione; lo sanno bene Vallini e Bardaglio che devono scegliere tra le decine di lettere che arrivano ogni giorno. Visto lo spazio in pagina, sono chiaramente sempre di più gli scontenti. Quando però la propria lettera trova spazio ecco che la felicità cancella le delusioni precedenti.
Il linguaggio
«Si possono esprimere le proprie opinioni in grande libertà - ha sottolineato Vallini -, l’importante è che il linguaggio non sia aggressivo. E che non siano lettere diffamatorie». Questi gli unici limiti. Presto anche il limite di spazio verrà ampliato, grazie alla pubblicazione di più lettere sul sito del GdB: da oggi intanto la sezione loro dedicata è più visibile rispetto a prima. Il termine comunità è quello ritornato più volte, ma non per semplice retorica. Per un legame vero che si rinsalda quotidianamente tra il GdB e i suoi lettori, e questo accade anche grazie ai contributi di chi manda lettere: una comunità nella comunità. A tutti è stata regalata la «GdB Card», grazie alla quale si potrà accedere a nuovi servizi e iniziative. Come ha detto Maristella Apostoli: «Card GdB? Gente di Brescia, siamo noi».




