«È stato ed è uno dei servitori della Santa Sede più conosciuti e stimati». Dopo il passaggio di consegne nel ruolo di decano del Collegio cardinalizio tra il cardinale Giovanni Battista Re e il cardinale Luis Antonio Tagle, Leone XIV ha scritto una lunga lettera al porporato camuno (ora decano emerito) per testimoniargli (una volta in più) pubblicamente e solennemente la sua stima e gratitudine.
«Conoscenza della Chiesa»
Dopo aver sottolineato che ha svolto «egregiamente per più di sei anni» il ruolo di decano, il Pontefice – ricordando i decenni al servizio del Vaticano («questo lungo cammino le ha permesso di acquisire una straordinaria conoscenza della Chiesa universale, arricchita da moltissime relazioni personali») – ha sottolineato: «A ciò ha contribuito non poco il suo stile aperto, cordiale, franco, e la sua capacità di affrontare le situazioni e i problemi con saggezza e concretezza, sempre fedeli agli insegnamenti della Chiesa e con grande amore per il Successore di Pietro».
L’operosità camuna
Nel ruolo di decano «la sua figura è apparsa ancora più visibile e molti, nel popolo di Dio e non solo, hanno apprezzato la sua testimonianza sacerdotale nelle celebrazioni eucaristiche da lei presiedute, da ultimo in occasione delle esequie di papa Francesco». Infine, un riferimento alle origini camune. «Tutti abbiamo sempre ammirato in lei il vigore della fede e dello zelo nel ministero, così ben fusi con le doti di operosità attinte dalle sue radici familiari e dell’amata Val Camonica».




