Cronaca

Leno, il Piano per il diritto allo studio vale più di 1,8 milioni di euro

Risorse ingenti per mense, trasporti e servizi scolastici. Si punta sul nuovo Patto educativo
Gianantonio Frosio
Più 56mila euro per il personale che sorveglia gli alunni - © www.giornaledibrescia.it
Più 56mila euro per il personale che sorveglia gli alunni - © www.giornaledibrescia.it

Tanti soldi e una scommessa: avere un intero paese che educa. Sono i due pilastri del Piano per il diritto allo studio 2026/2027.

Risorse

Più di 1.800.000 euro suddivisi tra servizi scolastici e sostegno all’offerta formativa. La mensa si mangia 702.000 euro, più 75.400 euro per i docenti che vigilano in refettorio. Altri 140.000 euro se ne vanno per il trasporto scolastico (più 56.175 euro per il personale che sorveglia).

La cifra per l’assistenza dei 58 alunni con disabilità non è ancora disponibile, perché il conto si farà a saldo. Però, visto che stiamo parlando di 798 ore settimanale, sarà sicuramente alta. Da segnalare che, per favorire apprendimento, comunicazione e socializzazione, le famiglie possono scegliere tra 4 cooperative accreditate.

Per l’offerta formativa, 38.000 euro vanno all’Istituto comprensivo, 13.000 euro al Capirola, 27.000 euro per i libri di testo gratuiti della Primaria e 10.000 euro ai premi per gli studenti meritevoli. E poi i servizi per le famiglie, come prescuola, post scuola e corsi vari.

La scommessa

«Oltre ad una scuola migliore – dice l’assessore Nicola Berardi –, serve un intero paese che sia un luogo in cui si impara. Per questo ogni servizio è pensato come parte di un percorso condiviso tra scuola, famiglie, associazioni, terzo settore e parrocchia. Il Patto educativo di comunità sarà rinnovato entro l’estate 2027, allargando i firmatari a Capirola, parrocchia, società sportive e associazioni. Le dichiarazioni di intenti diventeranno impegni: il Tavolo interistituzionale passa da luogo di scambio di informazioni a luogo di progettazione comune».

Nuovo anche il metodo: «Per ogni servizio il Piano indica destinatari, costi, andamento delle iscrizioni e indicatori di monitoraggio. C’è pure l’impegno a dare risposta entro 60 giorni alle proposte del Consiglio comunale dei ragazzi, impegnato in progetti su ambiente, memoria e cittadinanza. Prende forma il Patto digitale, un accordo tra famiglie sull’uso condiviso di schermi e dispositivi presentato il 3 ottobre in biblioteca».

Secondo Berardi, «un piano non si misura solo dalle cifre, ma anche da quanto i ragazzi trovano adulti che si parlano: a scuola, in famiglia, all’oratorio, in campo, in biblioteca».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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