Cronaca

Una lapide tra l’erba a Cigole riporta alla luce un pezzo di storia

La lastra era stata fotografata e postata sui social. Il Comune ne ha ricostruito la storia. È di una donna nubile, di professione filatrice, morta nel 1870: si chiamava Catterina Lanceni
Umberto Scotuzzi
La lapide che restituisce un pezzo di storia dell'Ottocento
La lapide che restituisce un pezzo di storia dell'Ottocento

Da un casuale ritrovamento di un ceppo lapideo alla ricostruzione di una storia di famiglie e di paese datata oltre un secolo e mezzo fa. È quanto accaduto nei giorni scorsi, quando, nel fosso che corre sul lato opposto della strada rispetto al cimitero comunale di Cigole e alla chiesetta di San Pietro, ignoti hanno notato una lastra di pietra tra l’erba. La fotografia, pubblicata sulla pagina Facebook «Sei di Cigole se…», è bastata a rimettere in circolo una memoria che giaceva ignota da anni a bordo strada.

Nei commenti è intervenuto il sindaco Marco Scartapacchio, collegando il ritrovamento allo smantellamento del vecchio cimitero, quello che sorgeva nel giardino della chiesetta di San Pietro, con l’impegno a recuperare la lapide appena possibile e a trovarle una collocazione più adatta. Il recupero è avvenuto in pochi giorni.

La pietra si trova ora, in via provvisoria, nel giardino di San Pietro. E insieme al recupero materiale, si è innescata anche una ricerca negli archivi storici comunali, per capire di chi fosse quel nome. Il nome è quello di Catterina Lanceni, morta a Cigole il 18 gennaio 1870 all’età di sessantasei anni.

Ricostruzione

L’atto di morte, registrato il giorno successivo, restituisce, con la precisione asciutta dei registri ottocenteschi, qualche dato sulla sua vita: nubile, di professione filatrice, domiciliata e residente a Cigole, morta in contrada Borgo, vicolo Turini, al numero 25.

Era figlia di Giovanni Lanceni e Maria Bulgari, entrambi già defunti. A dichiarare il decesso davanti al sindaco e ufficiale dello stato civile Vincenzo Gambara furono due cigolesi: Pietro Gottani, indicato dapprima come campanaro e poi corretto in calce in sagrista; e Santo Piovani, campanaro. Come testimoni firmarono il segretario comunale, Felice Bonazza, e il maestro elementare, Giovanni Battista Cavelarzi.

L’epigrafe è breve: «Alla cara indelebile ricordanza di Catterina Lanceni morta a 66 anni il 18 gennaio 1870 celibe. La nipote ch’ebbesi lei cura di madre ed esempio di soda e verace virtù riconoscente».

La nipote

Tanto basta a ricostruire un legame familiare e, intorno a quello, un pezzo della Cigole del secondo Ottocento: le contrade, i mestieri femminili della filatura, il cimitero accanto alla chiesa, i nomi di chi teneva in piedi la vita civile del paese, dal campanaro al maestro elementare. Come sottolinea il primo cittadino, «ringrazio chi ha segnalato il ritrovamento. Sarà valutata una collocazione stabile, che permetta di conservare la lapide e di raccontarla. Resta un dato mancante: il nome della nipote».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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