Cronaca

Lapide di Cigole, ora la nipote misteriosa ha un nome

Teresa Lanceni viveva con la zia Catterina e a lei decise di dedicare l’iscrizione post mortem
Umberto Scotuzzi
Una delle carte che ha permesso di ricostruire la storia della lapide
Una delle carte che ha permesso di ricostruire la storia della lapide

La storia della lapide ritrovata a Cigole prosegue con un nuovo tassello e dalla compulsazione nelle carte degli archivi, sia quello parrocchiale sia quello comunale, emerge la nipote di Catterina. Dopo il ritrovamento del 18 agosto, la segnalazione sulla pagina Facebook «Sei di Cigole se…» e il recupero della pietra (oggi provvisoriamente sistemata nel giardino della chiesetta di San Pietro) la ricerca negli archivi ha permesso di andare oltre il nome inciso sulla lapide e di scovare nuove informazioni.

Biografia

La lapide che restituisce un pezzo di storia dell'Ottocento
La lapide che restituisce un pezzo di storia dell'Ottocento

Il primo dato emerso riguardava Catterina Lanceni, morta a Cigole il 18 gennaio 1870, all’età di 66 anni. Nubile, filatrice, residente in Contrada Borgo, vicolo Turini, al numero 25, Catterina era figlia di Giovanni Lanceni e Maria Bulgari. L’iscrizione ricordava però anche una nipote riconoscente, che aveva voluto lasciare memoria della zia, descritta come figura di cura materna ed esempio di «soda e verace virtù».

Ora anche quella nipote ha un nominativo: Teresa Lanceni, detta Teresina. Teresa viveva con Catterina in vicolo Turini, sul lato destro della via, più o meno a metà. Le due donne risultano possidenti e nella loro casa abitava anche Elisa Lovati, una ragazzina di undici anni indicata nei registri come «domestica». La vita di Teresa si chiuse pochi anni dopo. Morì nel 1877, a soli 37 anni, senza essersi sposata. Il decesso avvenne in una casa a Manerbio, pur risultando ancora residente a Cigole. Non sappiamo se si trovasse lì per malattia, presso parenti o per altre ragioni.

La lapide, quindi, non racconta più solo la storia di una donna morta oltre un secolo e mezzo fa. Narra anche il gesto di una nipote, il rapporto tra due donne, una casa all’interno del paese, una giovane domestica e i mestieri femminili della filatura, il cimitero accanto alla chiesa, una via che appartiene ancora alla memoria del paese bassaiolo. Un’operazione, quella di ricostruzione di un frammento di vita quotidiana in una Cigole di metà Ottocento, è stata possibile grazie a un lavoro di squadra.

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