Probabilmente a Montichiari nessuno sa che, nel 1826, a Trenzano cadeva un asteroide e a Firenze nasceva Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), il papà di Pinocchio. Però tutti sanno che, il 21 gennaio dello stesso anno, autorizzata dal governo austriaco, perché a quei tempi nulla si muoveva senza la supervisione dell’occhiuta e severa censura austriaca, nasceva la Banda cittadina Carlo Inico.
Siccome duecento anni sono un bel traguardo, che tra l’altro consente all’ensemble di essere l’associazione più longeva di Montichiari, il presidente Ruggero Paghera, il direttivo e l’intera banda hanno organizzato una serie di iniziative per festeggiare col dovuto risalto i primi due secoli di vita.
Il palinsesto
Si comincia oggi con un doppio appuntamento. Alle 10 nella Galleria civica è in programma l’inaugurazione della mostra fotografica sui 200 anni del complesso: un’occasione per ripercorrere, attraverso scatti d’epoca, i momenti più belli e significativi di questi due secoli.
Alle 17 nella Pieve di San Pancrazio, invece, la Banda offrirà il concerto «Legend». Sul podio il maestro Luca Monteverdi, a cui da quasi un anno è stata affidata la bacchetta della Carlo Inico.

Il 7 giugno sarà una giornata particolare: è in programma una rassegna bandistica che, insieme con quella di Montichiari, avrà come protagoniste le bande di Calcinato, Calvisano e Ghedi. E se il 9 luglio la Pro loco offrirà un evento con la partecipazione dello storico Albino Miceli, l’11 luglio all’oratorio di Vighizzolo la Carlo Inico sarà di nuovo protagonista con il tradizionale concerto d’estate.
I festeggiamenti chiuderanno il 21 novembre con il concerto di Santa Cecilia, patrona dei musicisti. Per l’occasione, alle 21 nel Duomo la Banda si esibirà insieme con la corale polifonica San Pancrazio, nata nel 1995 grazie al maestro Gianfranco Rocca. Bandisti e coristi, tutti insieme nel segno della musica.
Una lunga storia
Ma torniamo alla storia. Ovviamente in 200 anni non sono mancate le difficoltà: nei primi anni di vita, infatti, il gruppo viene sciolto e ricostituito più volte. Per trovare una certa stabilità bisogna arrivare al 1903, quando, sotto la direzione del maestro Carlo Inico, a cui verrà intitolata la banda, si ricomincia a fare sul serio. Ancora problemi negli anni della Seconda Grande Guerra, ma oramai la banda è una roccia che non teme ostacoli.
A 200 anni dalla fondazione va tutto bene: «Siamo contenti per il traguardo raggiunto – dice Ruggero Paghera –. E io sono orgoglioso di essere stato eletto presidente proprio in concomitanza con questo importante compleanno. Una grande responsabilità, ma anche un grande onore».



