«La deviazione del Naviglio, come sembra prevista dal progetto per la tangenziale di Isorella, sarebbe un danno irreversibile per 67 aziende agricole: lascerebbe senz’acqua irrigua circa mille ettari di terreno». A dirlo sono i responsabili delle bocche inferiori del Naviglio che chiedono alla Provincia di non deviare il canale. Sulla questione oggi, giovedì 30 aprile, saranno ricevuti anche dal sindaco di Isorella, mentre con la Provincia hanno già avuto un contatto tecnico.
La necessità di farsi sentire in fretta è dovuta alle tempistiche: il progetto dell’opera provinciale è nella fase esecutiva e nell’autunno 2026 dovrebbero partire i lavori per il lotto che comprende anche questo intervento (com’è noto, per entrambi i lotti non ci sono al momento fondi sufficienti, quindi si partirà con quello più urgente).
I responsabili delle bocche (che – va sottolineato – non contestano la tangenziale in sè, anzi ne comprendono l’importanza per il paese) sostengono di non essere intervenuti, segnalando le criticità, nelle fasi progettuali precedenti e in sede di conferenza di servizi perché non sarebbero stati informati della questione dal consorzio di riferimento. Da qui l’esigenza di mobilitarsi affinché la Provincia, durante l’attuale progettazione esecutiva, consideri le conseguenze materiali che avrebbe l’intervento se non si accogliessero le loro richieste.
La proposta
«La soluzione ideale sarebbe costruire la rotonda prevista all’altezza del depuratore di Isorella in modo leggermente "sopraelevato", così da non deviare il Naviglio e da consentirci la regolare pulizia – spiegano alcuni dei responsabili –. Una soluzione che, da quanto appreso, potrebbe risultare più costosa rispetto al budget, ma consideriamo il fatto che, se non la si attua, circa mille ettari, ubicati prevalentemente a Remedello e a Gambara, non avranno acqua e qui la coltivazione principale è il mais che ha specifiche esigenze idriche: sarebbe un danno inestimabile per 67 aziende che derivano l’acqua dalle quattro Bocche inferiori Remedella-Vescovina-Canneta-Gambara».
Il nocciolo della questione: «Da quanto abbiamo appreso, per il divieto regionale, il corso del Naviglio deviato non potrebbe essere cementificato, dunque l’acqua si disperderebbe – proseguono –. La nostra prima richiesta, quindi, è non deviarlo e lasciarlo nell’attuale posizione; altrimenti, se proprio, sarebbe necessario cementificare la deviazione».
Il tema della deviazione del Naviglio, in questi anni, è stato spesso affrontato anche dalla politica locale: il gruppo di minoranza Terra fra fiumi, di Reginaldo Zaltieri e Renato Zaltieri, con più interventi, consiliari e non solo, si è detto contrario alla deviazione. «Ho chiesto alla Provincia di completare la progettazione esecutiva valutando le migliori soluzioni tecniche per garantire che siano rispettate le portate idrauliche attuali a valle della rotatoria di innesto sulla Sp24», dice, intanto, il sindaco Simone Bellardi.



