Cronaca

Irma, nuova vita per la storica Casa dell’Alpino

Il presidente nazionale dell’Ana Favero farà visita lunedì ai ragazzi che stanno partecipando uno dei tredici campi scuola nazionali organizzati dalle Penne nere
Massimo Cortesi

Massimo Cortesi

Editorialista

La Casa dell'Alpino con i partecipanti al Campo scuola dell'Ana © www.giornaledibrescia.it
La Casa dell'Alpino con i partecipanti al Campo scuola dell'Ana © www.giornaledibrescia.it

Lunedì sarà un giorno speciale per Irma. Il presidente nazionale dell’Associazione nazionale Alpini, Sebastiano Favero, verrà infatti a trovare i 42 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 25 anni che lì, per la prima volta nel Bresciano, stanno partecipando a uno dei tredici campi scuola nazionali organizzati dalle Penne Nere in altrettante località italiane.

Nel 1938 un suo predecessore, Angelo Maranesi, inaugurò nella soleggiata località a 800 metri la Casa dell’Alpino, costruita dai volontari della Sezione Ana Brescia. Alla fine del Primo conflitto mondiale erano migliaia le famiglie bresciane, private dei loro giovani, caduti o feriti in guerra, ridotte in condizioni assai precarie: la neonata Sezione di Brescia (fondata nel 1920) pensò già nel 1922 di portare i figli bisognosi delle Penne Nere in vacanza in montagna.

Le crocerossine del Comitato di Brescia hanno fortino assistenza sanitaria ai ragazzi © www.giornaledibrescia.it
Le crocerossine del Comitato di Brescia hanno fortino assistenza sanitaria ai ragazzi © www.giornaledibrescia.it

Si cominciò in Bazena, ma nel 1927 il cappellano don Angelo Barcellandi mise a disposizione i locali dell’asilo di Irma. Vista la riuscita, Omobono Bertelli, detto Bonòm, sergente reduce alpino, personaggio influente nel paesello (allora frazione di Bovegno, con 300 abitanti) ottenne dal Comune un lotto di quattromila metri quadrati: il resto venne da sé; gli Alpini bresciani si rimboccarono le maniche e il 20 ottobre 1938 la Casa dell’Alpino era pronta.

Progettata dall’Alpino castenedolese Antonio Belpietro, spicca ancora oggi coi suoi tre piani in pietra a foggia di chalet montano in posizione panoramica all’ingresso dell’abitato.

L’intervento

Di proprietà dell’Ana nazionale, la struttura è sempre stata gestita dalla Sezione di Brescia e la sua vocazione di «colonia» non è mai cambiata. Ovviamente i decenni hanno richiesto non pochi interventi migliorativi, tra cui, pochi anni fa, l’inserimento di un ascensore, sempre a cura delle Penne Nere bresciane.

Ormai però non era più possibile limitarsi a tamponare di volta in volta le rughe: così quest’anno la Sezione, presieduta da Enzo Rizzi, è intervenuta radicalmente. Grazie al sostegno della Sede nazionale sono stati eseguiti a tempo di record lavori fondamentali per l’edificio.

Sono stati installati e certificati il tanto desiderato impianto di riscaldamento e un moderno sistema antincendio; realizzate nuove vie di fuga ai piani superiori; rifatto l’impianto elettrico; esperti falegnami con la penna nera han riportato a nuova vita le grandi ante verdi di legno, marchio estetico della struttura, mentre i Gruppi Alpini hanno acquistato sessanta nuovi letti.

Anche se, Covid a parte, l’attività non era mai cessata del tutto, questo si può quindi considerare anno della rinascita: la Casa infatti ha già ospitato tra giugno e luglio due campi scuola sezionali per ragazzi tra 8 e 12 anni e tra 12 e 16 e ora quello Nazionale per 16-25enni, che terminerà il 31 agosto. Intanto le richieste da parte di parrocchie, scuole e associazioni di utilizzare la «colonia alpina» di Irma fioccano. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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