Non ce l’ha fatta Michela Tengattini, la donna investita ad Adro, in via San Pancrazio, lo scorso 25 luglio mentre era in sella alla sua in bicicletta. Le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate a causa di un grave trauma cranico: non rispondeva agli stimoli ed era stata intubata e trasportata d’urgenza in ospedale, dove è poi morta.
Secondo la ricostruzione, la ciclista sarebbe stata colpita da dietro da un’automobile, guidata da un uomo poi risultato positivo alla cocaina. Poco più avanti stavano pedalando il marito e la figlia, che non sono stati coinvolti nell’impatto. Il conducente del veicolo, che è indagato per omicidio stradale, si è fermato dopo l’incidente.
L’accusa
La morte di Michela Tengattini aggrava automaticamente la posizione dell’uomo che l’ha provocata. Il 52enne automobilista di Castelli Calepio, che fu sottoposto al narcotest, trovato positivo alla cocaina, era stato inizialmente denunciato per lesioni stradali gravissime. Ora deve rispondere di omicidio stradale aggravato. L’aggravamento dell’accusa nei suoi confronti non si è tradotto nell’applicazione di una misura cautelare. Il 52enne potrà affrontare la pesantissima accusa e il futuro processo in libertà.




