Un fatto che «non può essere archiviato come un semplice episodio di cronaca». Così le segreterie provinciali dei sindacati Fp Cgil, Fns-Cisl, Uil Fp, Usb e Conapo commentano l’intrusione nel Comando di via Scuole a Brescia avvenuta la notte del 20 settembre. In quell’occasione un uomo di 24 si era introdotto nella sede dei pompieri, aveva tentato di rubare un mezzo e, una volta scoperto, nella colluttazione aveva ferito, per fortuna non in modo grave, un vigile del fuoco. Nel tentativo di fuga, alla guida del Fiat Ducato sottratto, aveva anche danneggiato il cancello e altre parti della struttura.
Le richieste
Oggi le segreterie provinciali dei sindacati dei Vigili del fuoco hanno inviato una nota all’amministrazione di Brescia e alla Direzione Regionale, in cui viene ribadita «l’indifferibile necessità di adeguamento dei sistemi di sicurezza delle sedi del Corpo», specificando che il Comando di Brescia aveva già «più volte richiesto le risorse necessarie per tali interventi», senza ottenere però nessuna assegnazione.
«Il punto – si legge congiunta nella nota dei sindacati – non è soltanto proteggere una caserma o tutelare beni dello Stato. Quella notte i Vigili del Fuoco hanno difeso beni della collettività. Impedire che un automezzo di soccorso venisse sottratto significava impedire che uno strumento destinato a salvare e soccorrere le persone potesse essere portato fuori dalla sede e utilizzato per finalità completamente diverse, con la possibilità di provocare ulteriori danni».
Gli automezzi e le attrezzature dei Vigili del Fuoco, sottolineato le segreterie delle cinque sigle, «sono strumenti destinati al soccorso e, se sottratti e utilizzati nell’ambito di condotte illecite, possono rappresentare essi stessi un potenziale pericolo per le persone, per i beni e per la sicurezza pubblica. Per questo la sicurezza delle sedi dei Vigili del Fuoco non è una questione interna all’Amministrazione: è una questione di sicurezza pubblica».
Vengono poi elencate le richieste: «Sistemi antintrusione e di videosorveglianza, protezione perimetrale, localizzatori per le attrezzature ed illuminazione delle aree esterne. La sede centrale di Brescia – si specifica –, per estensione e quantità di mezzi, attrezzature e materiali custoditi, necessita di particolare attenzione. Anche perché non si tratta del primo episodio di intrusione che interessa la sede. Le segreterie provinciali chiedono quindi che alle richieste già formulate seguano finalmente risorse e interventi concreti, senza ulteriori rinvii».
Prefetto e sindaca
Oltre al ringraziamento a Polizia Locale di Brescia e Carabinieri per l’attività svolta in occasione dell’intrusione, le segreterie rivolgono anche «una riflessione» al prefetto e al sindaco di Brescia: «Che cosa significa per una città il fatto che, nel cuore della notte, una persona possa introdursi all’interno di una caserma dei Vigili del Fuoco, con le luci accese e con la concreta possibilità di trovarsi di fronte decine di vigili del fuoco in servizio? È una domanda che lasciamo alle istituzioni e alla città. Perché quella sede non è soltanto un luogo nel quale sono custoditi mezzi e attrezzature. È un presidio dello Stato, aperto e operativo, nel quale quotidianamente il personale è pronto a intervenire per soccorrere le persone e garantire sicurezza alla comunità. Il fatto che proprio un presidio di questo tipo possa essere violato merita, a nostro avviso, una riflessione che non può fermarsi alla singola vicenda».



