Cronaca

«In caso di incidente decisive informazioni e coordinamento»

Florenzo Del Grade dei Vigili del fuoco spiega come si affrontano incendi, esplosioni e dispersioni di sostanze: dalle prime informazioni alla protezione della popolazione
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

I Vigili del fuoco al lavoro © www.giornaledibrescia.it
I Vigili del fuoco al lavoro © www.giornaledibrescia.it

Quando scatta un incendio, un’esplosione o una dispersione di sostanze in un’azienda a rischio di incidente rilevante, l’intervento non si ferma ai cancelli dello stabilimento. Bisogna conoscere in pochi minuti materiali coinvolti, persone presenti e possibile propagazione all’esterno, per scegliere mezzi e tecniche di soccorso e, se necessario, proteggere la popolazione.

A spiegare come funziona la macchina dell’emergenza è Florenzo Del Grade, dei Vigili del fuoco: dai piani predisposti in anticipo all’attivazione di Prefettura, forze dell’ordine, Comuni, Protezione civile, Ats e Arpa.

Come si interviene nelle aziende con rischio di incidente rilevante nel caso di incendio, scoppio o dispersione di sostanze?

Il primo obiettivo, e se ne occupa fin da subito la centrale operativa, è avere tutte le informazioni possibili sul tipo di incidente, sulle sostanze coinvolte e sul numero di persone. Tutte queste realtà devono avere un piano di emergenza interno ed esterno. Il secondo deve essere approvato da un comitato tecnico presieduto dalla Prefettura perché il rischio, in caso di incidente con le sostanza che vengono trattate come materia prima o intermedia, è che venga coinvolta anche la popolazione. Spesso sono prodotti che sono pericolosi anche se non ci sono incidenti, quindi il piano viene proposto dall’azienda e poi integrato e validato dal comitato. In qualsiasi caso coinvolga queste aziende dunque viene immediatamente avvisata anche la Prefettura e richiesto l’intervento dei reparti specialistici del Comando che dispongono degli strumenti per valutare la necessità di una zona di sicurezza».

Quali sono le informazioni che servono? Come vengono usate?

«Il primo dato necessario è capire se l’incidente è circoscritto ad un reparto, a più reparti o se si è propagato all’esterno, quante persone sono coinvolte e che tipo di sostanze. Queste informazioni vengono utilizzate per definire che tipologia di strumentazioni mettere in campo e quali devono essere le priorità di intervento. Il primo obiettivo è sempre la salvaguardia della vita umana ma nel caso in cui le persone coinvolte siano più di cinque è necessario utilizzare il triage inverso (evacuare prima i più lievi e poi i più gravi, ndr). Serve poi stabilire come intervenire: ci sono sostanze che possono essere diluite con l’acqua, altre che devono essere contenute con delle barriere, altre che devono essere contrastate con gli schiumogeni oppure con i gas».

Come si sviluppa l’intervento?

«Mentre le squadre convergono sul posto si chiede alla forza pubblica di chiudere la strada per favorire il movimento dei mezzi di soccorso. Quando ci sono informazioni poi, se è necessario, si attiva la Prefettura per mettere in campo eventuali piani di salvaguardia e tutela della popolazione nel raggio di potenziale pericolo individuato dagli specialisti. In questa fase è necessario il coordinamento con le forze dell’ordine, i comuni, la protezione civile. Se necessario dare ordine alla popolazione di chiudere le finestre e non uscire mentre nel caso di evacuazione di strutture che ospitano fragili (Ospedali, Rsa, scuole dell’infanzia o nidi) serve predisporre i mezzi adeguati per i trasporti e un luogo sicuro dove poi far arrivare le persone e le attrezzature. In questa fase serve l’apporto anche di Ats e di Arpa per valutare conseguenze sulla salute, dei lavoratori e dei cittadini dell’area, e sull’ambiente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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