Le famiglie si organizzano e avviano la raccolta delle adesioni per costituire un comitato e arrivare alla presentazione di una querela nei confronti della ditta che gestisce i pasti delle mense scolastiche. È il nuovo sviluppo del focolaio che ha colpito bambini e adulti in Valtrompia, mentre resta ancora da individuare la fonte dell’infezione. Alcuni piccoli sono tuttora ricoverati e numerosi genitori stanno gestendo a casa figli con disturbi gastrointestinali.
Sul fronte delle verifiche, le ispezioni effettuate da Ats e Nas nei centri cottura di Inzino e Gussago e nelle mense interessate non hanno rilevato, finora, difformità rispetto alle norme. Serviranno però ancora alcuni giorni per completare le indagini colturali e microbiologiche e capire dove e come sia avvenuta la contaminazione.
Dato ufficiale
Il dato ufficiale comunicato lunedì da Ats era di 28 casi notificati da un medico, dieci dei quali bambini ricoverati, in condizioni definite stabili o in miglioramento. Un bilancio destinato a essere aggiornato: nel pomeriggio di oggi Ats Brescia diffonderà una nuova nota sulla situazione. L’Agenzia aveva già precisato che sono in corso le indagini epidemiologiche per rintracciare ulteriori persone colpite ma non ancora segnalate. Fino al nuovo aggiornamento, dunque, non è possibile quantificare con certezza le dimensioni complessive del focolaio.
Il Comune di Gardone Val Trompia parla di episodi di gastroenterite acuta «dovuti ad infezione da Salmonella», mentre Ats ha definito ufficialmente l’episodio un focolaio di «tossinfezione alimentare». Secondo quanto riferisce l’Amministrazione gardonese, i controlli condotti dai Nas dei Carabinieri e da Ats nei due centri cottura e nelle mense non hanno evidenziato irregolarità rispetto a quanto previsto dalla legge. Un risultato che rappresenta un elemento delle verifiche in corso, ma non fornisce ancora una risposta sull’origine del focolaio.
Il pasto
Saranno soprattutto gli esiti delle analisi di laboratorio a poter dare indicazioni sulla fonte dell’infezione. L’attenzione resta sul pasto consumato venerdì: secondo quanto riferito dalle famiglie, il menù comprendeva pasta al pomodoro con basilico e mozzarella, bastoncini di pesce e un contorno di patate, carote e piselli. Nessuno di questi alimenti è stato finora indicato come responsabile. I disturbi sono comparsi tra l’11 e il 13 settembre. Vomito, dissenteria, febbre e disidratazione i sintomi raccontati dai genitori, con situazioni più impegnative soprattutto tra i bambini più piccoli, Le segnalazioni raccolte riguardano strutture di Gardone e delle frazioni di Inzino e Magno, alcuni servizi per l’infanzia di Concesio e l’asilo di Brozzo, a Marcheno.
Numerose famiglie hanno raccontato al Giornale di Brescia di bambini visitati dai pediatri o seguiti a casa: per questo il dato delle notifiche non consente ancora di quantificare tutte le persone che hanno accusato sintomi.
Il comitato
È in questo clima che è partita la raccolta delle adesioni per il comitato. L’obiettivo annunciato dai promotori è procedere con una querela nei confronti della società che gestisce il servizio, una volta raccolte le disponibilità delle famiglie interessate. L’iniziativa si affianca alla richiesta di chiarimenti già inviata da un gruppo di genitori al sindaco Giuliano Brunori: chiedono di conoscere il numero delle persone coinvolte, le strutture interessate e gli esiti delle analisi. A Gardone il servizio mensa era stato sospeso cautelativamente lunedì 14 settembre e successivamente ripreso dopo il cambio del centro di cottura.
Il Comune riferisce che esperti di malattie infettive consultati dal sindaco hanno confermato «la correttezza delle azioni intraprese». L’Amministrazione assicura «massima attenzione» e vicinanza alle famiglie. Le risposte sulla fonte dell’infezione sono ora affidate alle indagini epidemiologiche e alle analisi microbiologiche.



