Insetti, muffa, intossicazioni: così i cittadini segnalano i casi ad Ats

Sono diversi i casi che ogni settimana l’azienda sanitaria bresciana si trova a indagare
Del pane in forneria
Del pane in forneria
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Insetti che spuntano dalle buste di insalata, pane con la muffa, carne ossidata nelle vaschette del supermercato, bottiglie d’acqua non proprio trasparenti. Le segnalazioni che arrivano alla Struttura semplice dipartimentale di Igiene degli alimenti e Nutrizione di Ats Brescia riguardano situazioni di questo tipo.

La squadra e il lavoro

Il team della dottoressa Roberta Ferranti – composto in buona parte da ufficiali di polizia giudiziaria – ne gestisce 5-10 a settimana. Possono essere presentate da tutti i cittadini che riscontrano problematiche relative agli alimenti di origine non animale, come casi di data di scadenza superata, allergeni non dichiarati in etichetta, presenza di parassiti, insetti, frammenti di vetro, metallo o legno in un alimento acquistato o consumato. O inconvenienti relativi a materiali e oggetti destinati al contatto alimentare (Moca), come i contenitori e i piatti.

Come si fa

A seguito dell’analisi delle segnalazioni (che possono essere inviate dai cittadini seguendo le modalità descritte nell’apposita sezione del sito www.ats-brescia.it), il team pianifica le azioni necessarie per garantire la tutela della salute. Come l’ispezione nella forneria il cui pane, dopo la cottura, è stato conservato male e ha fatto la muffa. O il controllo esteso a tutta la filiera se il prodotto confezionato contiene qualcosa di anomalo, come un insetto.

Tra le tante situazioni che la Struttura si è trovata ad affrontare indimenticabile è il caso del guanto che spuntava dall’impasto di una pizza surgelata. Risale a qualche anno fa. Non erano bresciani né il produttore né il soggetto che aveva acquistato la confezione; il team si è quindi occupato di verificare che, a livello di distribuzione, tutto il lotto di pizze fosse stato accantonato.

Intossicazioni

Non rarissimi sono, poi, i casi di alimenti che provocano intossicazioni. Come il consumo di pesce alterato (in primis tonno) che causa la sindrome sgombroide, «intossicazione alimentare dovuta all’eccessiva quantità di istamina. Tra i sintomi – spiega Ferranti – ci sono l’arrossamento, il prurito e la difficoltà a respirare. Solitamente si risolvono da soli. In casi di questo tipo lavoriamo in collaborazione con il Dipartimento veterinario per individuare da dove provenga il pesce che è stato abbattuto e conservato in modo non corretto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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