Ingorghi di traffico, quali sono i punti critici sulle strade bresciane

In una provincia estesa e dalla conformazione varia come quella di Brescia, è normale che ci siano dei punti sul territorio in cui la gestione della viabilità diventa più difficile. In certi casi esasperante. Ci sono alcuni intoppi però, alcuni incancreniti da anni, che per gli automobilisti sono sinonimo di code garantite e incolonnamenti ad ogni ora, mentre per gli amministratori sono dei grattacapo non da poco.
Ricostruiamo quali sono quelli che richiedono attenzione e, quando possibile, soluzioni tempestive.
Sull’Alto Garda
Una viabilità al collasso. Anche quest’estate la vecchia statale 45 bis Gardesana Occidentale, unico asse viario di collegamento tra i centri dell’alto Garda, ha palesato tutta la sua inadeguatezza. La viabilità in tilt che esaspera i residenti è indigesta anche ai turisti. Il 28,6% di loro, secondo una ricerca dell’Osservatorio sul Turismo del Garda, è per niente o poco soddisfatto del sistema dei trasporti locale e, tra le richieste, al primo posto c’è il miglioramento della viabilità. Il tema sarà al centro del summit in programma il 19 settembre nella sede della Comunità Montana, a Gargnano. Ci saranno i sindaci dell’alto Garda, Anas e Provincia.

Di un’alternativa alla Gardesana si parla dagli anni ‘60. A quell’epoca risale il progetto dell’ing. Riccardo Cozzaglio e dell’arch. Alessandro Bazzani per la cosiddetta «Gardesana alta», alternativa a mezza collina della strada costiera, che già allora faticava a reggere l’impatto di un traffico turistico in crescita. Figuriamoci oggi, in tempi di overtourism.
Eppure, oltre qualche rotonda e sporadici allargamenti, poco o nulla è stato fatto. Nei giorni scorsi il neo presidente della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, Franceschino Risatti, ha rivampato l’idea di una galleria Tormini-Toscolano. La sua proposta trova concorde il consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici Paolo Fontana: «È indispensabile che si elabori un piano lungimirante per la viabilità del Garda. Il progetto deve essere approfondito».

Se quest’opera è nel libro dei sogni, ben più concrete sono le prospettive per il tratto di Gardesana posto più a nord, tra Gargnano e Tignale, dove è progettato un tunnel bypass di 1,8 km per soppiantare le tre gallerie esistenti D’Acli, Eutemia e Dei Ciclopi, sottodimensionate per il traffico attuale.
L’opera, secondo il Contratto di programma tra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è appaltabile nel 2025. Costo 126,2 milioni di euro (una settantina di milioni al km).
Sul Sebino
Tutto sommato il Sebino non se la passa così male. Perché per transitarvi nella sua estensione Sud-Nord, da Iseo al confine con Pisogne, esistono due alternative: la provinciale 510 e la ex provinciale litoranea, ora passata in gestione ai municipi (anche se, nei periodi di massimo afflusso turistico, sono entrambe piuttosto intasate: provare a percorrere la litoranea la domenica pomeriggio ad agosto e nei fine settimana estivi per averne la prova). Lo certifica anche il da poco riconfermato presidente della Comunità Montana Marco Ghitti: «Sulla ex provinciale non ci sono grosse criticità. Se non in qualche punto in cui la carreggiata non permette di poter far passare automobili e biciclette in sicurezza. Mi riferisco in particolare al centro di Sulzano e di Sale Marasino».

Certo, non sono tutte rose e fiori. Un esempio su tutti: lo svincolo di Iseo, che soprattutto nei giorni festivi crea forti rallentamenti, in particolare per chi scende dalla Valcamonica (ma anche al mattino, nell’orario di punta tra le 7 e le 9). Un altro punto critico è il tratto che va da Toline a Vello: oltre a essere pericoloso, un fatto dimostrato anche dall’alto numero di incidenti, è l’unico a non avere una viabilità alternativa. «È qui che si crea un tappo per la viabilità sebina – chiosa Ghitti – e di tutta la Vallecamonica». Per risolvere questa criticità il presidente non ha dubbi: ci vorrebbe «una nuova galleria parallela alla Trentapassi, un’ottima soluzione – sostiene – per dare respiro a tutta la Valle».
In Valsabbia
Sono stati appaltati i lavori per la variante di Lavenone: il senso è rendere più veloce il collegamento dal Trentino verso Brescia. Entro l’autunno la Provincia potrà approvare il progetto esecutivo del tratto di deviante alla Sp237 del Caffaro nel tratto tra Vestone Nord e Idro sud. Successivamente sarà possibile l’avvio dei lavori che si concluderanno in 690 giorni.
L’opera stradale, che ha un costo di 59,5 milioni di euro, per metà messi a disposizione dalla Provincia di Trento, prevede la realizzazione di due tunnel, della lunghezza di 300 e 1.000 metri, due viadotti sul Chiese e due rotonde. Sarà poi realizzato un nuovo ponte alla Pieve di Idro che permetterà un ingresso più agevole alla sponda sinistra del lago verso la Valvestino, eliminando gli ingorghi che si registrano quando il traffico si fa intenso.
In Valtrompia

Dagli ultimi aggiornamenti della Salc Spa è in corso la realizzazione dell’ultimo ordine di tiranti della paratia OP3-043/45 dell’imbocco nord della galleria «Villa Carcina».
Svolte le attività di realizzazione della dima di attacco necessaria per iniziare gli scavi procedono le attività di realizzazione delle altre paratie e la frantumazione dei materiali rocciosi per l’esecuzione dei rilevati.
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