Sicurezza sul lavoro, «servono controlli e cultura della prevenzione»

La nuova legge regionale, concretizzando la volontà di avere norme più rigorose rispetto a quelle statali sull’effettiva verifica dell’erogazione delle attività formative, promette un passo in avanti di cui le istituzioni e le organizzazioni coinvolte sentono il bisogno, «perché oggi – come osserva Roberto Valentini, presidente di Anmil, l’Associazione nazionale di mutilati e invalidi del lavoro – il problema è la fiducia».
«Di leggi ne abbiamo già tante, la differenza – chiarisce – la farà il fatto di metterle in pratica rigorosamente, avere un sistema di controlli efficiente, e, questo è indispensabile, un tessuto di imprese, soprattutto quelle piccole, che comincino a credere nell’importanza del lavoro di prevenzione, attuabile solo con la formazione». Fino a oggi, invece, cosa è successo? «Non tutte le aziende, ma molte, hanno fatto formazione senza crederci, solo perché è obbligatorio farla – riferisce il presidente Valentini –. E questo si vede sul campo, con dinamiche di infortuni che sono sempre uguali da 30 anni e numeri che tra il 2024 e il 2025 sono aumentati».
Ultimi due anni
I dati dicono che tra 2024 e 2025 in Italia in cantieri e aziende il numero degli incidenti mortali è cresciuto, e con loro gli infortuni complessivi e le malattie professionali. Per le rilevazioni Inps dei primi undici mesi degli ultimi due anni, i mortali erano stati mille e sono aumentati arrivando a 1.010, gli infortuni complessivi erano stati 543.039 e sono saliti a 550.948, e le denunce delle malattie professionali sono passate da 81.671 a 90.288.
Nello stesso periodo, a Brescia gli incidenti mortali sono scesi da 36 a 26, ma gli incidenti totali sono passati da 14.144 a 14.717 e le malattie professionali da 857 a 1.079. In Lombardia, invece, gli incidenti mortali dal 2024 al 2025 (sempre nei primi undici mesi) sono passati da 171 a 149, gli infortuni complessivi da 101.194 a 102.222, e le malattie professionali riscontrate da 3.934 a 4.606.
Riflessioni
«L’unico modo per ridurre questa moderna piaga è la formazione, strumento che attraverso lezioni e studio dei comportamenti corretti da tenere tra ponteggi, tetti e magazzini, può garantire a operai e artigiani la consapevolezza di quanti e quali siano i rischi che si corrono durante le lavorazioni – ricorda ancora Valentini –. A Brescia, poi, sta emergendo il problema delle malattie professionali, i cui casi denunciati sono in aumento a due cifre, e precisamente del 26% tra 2024 e 2025. Di questo diamo merito all’Inail - sottolinea il presidente di Anmil - che sta sollecitando i medici a inoltrare le domande di riconoscimento delle patologie quando vengono riscontrare o se ci sono forti sospetti che la causa sia il lavoro».
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