Scuola

Morti sul lavoro, «Io ero» arriva a Roma con i ragazzi

Giulia Bonardi
La Cisl porta alla Camera 44 studenti dopo il percorso attivato nelle scuole
Studenti a Montecitorio, da protagonisti, con la Cisl, per parlare di sicurezza sul lavoro - © www.giornaledibrescia.it
Studenti a Montecitorio, da protagonisti, con la Cisl, per parlare di sicurezza sul lavoro - © www.giornaledibrescia.it
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In Parlamento, assieme alla Cisl di Brescia, per testimoniare quanto l’alleanza con la scuola sia importante nella prevenzione degli infortuni sul lavoro. È l’esperienza che, grazie alla Cisl, hanno vissuto 44 studenti provenienti dall’Afgp Centro professionale Bonsignori di Remedello e dal liceo De André di Brescia, rappresentanza degli oltre 1.500 ragazzi coinvolti negli ultimi due anni scolastici nelle attività di sensibilizzazione.

Martedì 14 aprile i giovani hanno incontrato diversi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, l’onorevole Chiara Gribaudo e il deputato bresciano Gian Antonio Girelli, che hanno dialogato con loro di sicurezza. L’incontro è avvenuto in occasione dell’inaugurazione di «Io ero - Memorie di vite spezzate», l’installazione della Cisl allestita alla Biblioteca «Nilde Iotti» della Camera dei Deputati, dopo aver fatto tappa in una ventina di scuole bresciane e aver raccolto un’ampia partecipazione tra studenti e docenti.

«I ragazzi coinvolti nella visita a Roma provengono da due degli istituti che hanno ospitato "Io ero", una mostra composta da pannelli che riportano i nomi e le storie dei 52 morti sul lavoro registrati nel Bresciano dal 2022 al 2025 - racconta Paolo Reboni, già segretario della Cisl, oggi impegnato nel settore della sicurezza sul lavoro -. I giovani hanno dialogato con i parlamentari e con il nostro segretario generale Alberto Pluda. È stata un’esperienza importante e coinvolgente, che ha permesso loro di portare in un contesto istituzionale riflessioni nate tra i banchi di scuola».

Proprio Pluda ha sottolineato il valore del percorso: «Di fronte alla gravità del fenomeno abbiamo voluto avviare momenti di riflessione rivolti soprattutto ai giovani. L’obiettivo è dare un contributo concreto per far crescere una vera cultura della sicurezza».

Durante la giornata è stato proiettato anche un docufilm realizzato dal regista Giovanni Panozzo, con protagonisti studenti del De André e del Bonsignori, chiamati a raccontare il loro punto di vista sul tema e le aspettative rispetto al futuro, tra timori e consapevolezze legate all’ingresso nel mondo del lavoro.

«Quando si parla di sicurezza sul lavoro si parla di tutela della vita - ha aggiunto Girelli -. Non si rispettano le norme solo per evitare sanzioni, ma perché vogliamo bene a noi stessi e alla comunità in cui viviamo».

Le scuole si confermano così un alleato fondamentale nella formazione ed educazione alla sicurezza, come dimostra il progetto, affiancato da iniziative promosse dagli stessi istituti. Il Centro professionale Bonsignori, ad esempio, durante lo scorso anno scolastico ha allestito uno spettacolo teatrale sul tema degli infortuni e delle morti sul lavoro, portato in scena anche durante il congresso provinciale della Cisl.

«L’iniziativa rappresenta un passo molto importante per il nostro centro e per i nostri ragazzi - commenta il direttore del Cfp Bonsignori Fausto Piardi -. Fin dal loro arrivo, tra laboratori e tirocini, ci impegniamo a trasmettere l’importanza di lavorare in sicurezza, per tutelare se stessi e gli altri».

Anche il liceo De André ha partecipato attivamente al percorso, con momenti di confronto e approfondimento che hanno coinvolto studenti e docenti, confermando come il tema della sicurezza riguardi trasversalmente tutti i percorsi formativi e non solo quelli professionalizzanti.

La giornata si è conclusa con la visita a Palazzo Montecitorio, suggellando un’esperienza che ha portato i ragazzi a confrontarsi direttamente con le istituzioni su un tema che resta di drammatica attualità e che chiama in causa responsabilità individuali e collettive.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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