Inchiesta di Collio, i magistrati: «Grave chiedere un’ispezione»

L’Anm di Brescia prende posizione dopo la richiesta avanzata da esponenti di Fratelli d’Italia: «Inopportuna, anche perché non ancora depositata la motivazione della sentenza»
L'ingresso del tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del tribunale di Brescia - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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La Giunta esecutiva sezionale di Brescia dell’Associazione Nazionale Magistrati esprime «forte preoccupazione» per la richiesta di alcuni esponenti politici di sollecitare «un’ispezione ministeriale presso il Tribunale di Brescia» per verificare la «regolarità dei criteri adottati» nella determinazione della pena inflitta a un imputato condannato per atti sessuali con una persona minorenne.

Secondo la Giunta, la richiesta risulta particolarmente inopportuna perché avanzata «senza che neppure sia stata ancora depositata la motivazione della sentenza», passaggio fondamentale per comprendere le ragioni della decisione assunta dal giudice.

Nel comunicato l’Anm ribadisce che «la critica legittima ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria non può mai risolversi né in attacchi gratuiti alla persona del magistrato che li ha adottati né nell’invocazione di un improprio uso dei poteri ispettivi del Ministro della Giustizia», che non possono essere utilizzati per «sindacare il merito delle decisioni assunte».

La Giunta auspica infine che «i comportamenti di chi riveste ruoli istituzionali siano ispirati alla grammatica della separazione dei poteri» e siano «rispettosi dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura».

Il ministro Salvini

Nel frattempo sulla vicenda si è espresso anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, attaccando frontalmente la decisione dei giudici bresciani. «Siamo oltre l’assurdo – scrive sulla sua pagina Instagram –. Per aver fermato gli sbarchi e difeso i confini, avevano chiesto 6 anni di reclusione. Per questo MAIALE che ha stuprato una bambina di dieci anni mettendola incinta, una condanna di 5 anni? Difficile definirla “giustizia”: sempre più convinto a votare SÌ al referendum».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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