Dopo una settimana di lotta alle fiamme, l’incendio di Tignale non può ancora dirsi domato. Anche ieri, nella pineta delle Coste sopra Olzano, si è assistito al solito copione che si ripete, più o meno uguale, dalla sera del 7 agosto: qualche fumarola, una piccola ripresa delle fiamme e un incessante lavoro di bonifica e spegnimento. Per l’intera giornata hanno lavorato i Vigili del fuoco e una cinquantina di volontari Aib dell’Alto Garda, della Valle Camonica e di altre zone della provincia di Brescia. Al lavoro anche due elicotteri, che hanno operato a rotazione tra Tignale e il lago d’Idro.
A coordinare gli interventi il direttore delle operazioni di spegnimento Fabian Troletti. Per la lotta alle fiamme, vista la penuria d’acqua che sta mettendo a dura prova l’acquedotto di Tignale, si continuano a utilizzare le piscine di alcune strutture ricettive che, nel corso della notte, vengono riempite con acqua prelevata dal lago dalle autobotti dei Volontari del Garda. Quando cala la sera e le operazioni di bonifica vengono sospese, il fronte dell’incendio viene monitorato costantemente con l’ausilio di droni dotati di telecamere termiche, in grado di segnalare eventuali nuove riaccensioni.
Anche oggi il copione si ripeterà nel sottobosco eccezionalmente secco: dopo settimane di siccità, covano focolai pronti a ripartire al primo refolo di vento. Secondo i tecnici ci vorrà ancora qualche giorno – o una pioggia provvidenziale – per completare la bonifica e poter dichiarare l’incendio definitivamente spento. Va ricordato, infine, che, nonostante la chiusura della strada tagliafuoco, il rifugio di Cima Piemp è aperto ed è comunque raggiungibile sia da Olzano sia da Bocca Paolone.



