A dieci giorni dal grosso incendio alla Tescoma le attività potranno riprendere, ma solo nella parte del capannone non danneggiata. È quanto stabilisce l’ordinanza emessa firmata dal sindaco di Cazzago San Martino Fabrizio Scuri che, a seguito delle verifiche effettuate dai Vigili del fuoco di Brescia e da Arpa Lombardia, ha dichiarato l'inagibilità della porzione divorata dal rogo scoppiato venerdì 2 ottobre e interdetto l'accesso e l'utulizzo dell'area – che rimane sotto sequestro – fino alla messa in sicurezza del sito.
Le fiamme erano scaturite dal tetto del deposito, dove erano in corso le operazioni di sistemazione della copertura. In pochissimo tempo avevano distrutto 3.700 metri quadrati del magazzino di via Caduti del Lavoro e tutto il contenuto: mezzi di lavoro, imballaggi e articoli casalinghi. Nessuno fortunamente era rimasto ferito, ad eccezione di un operaio leggermente ustionato a un piede dopo aver tentato di spegnere le fiamme.
Le ripercussioni
Ma i danni alla struttura sono stati ingentissimi. E così le ripercussioni sull'attività ferma ormai da 10 giorni. A seguito dei sopralluoghi effettuati dai Vigili del fuoco del Comando di Brescia, ieri il primo cittadino di Cazzago ha emesso l’ordinanza che consente a Tescoma di riprendere l’attività nella porzione di capannone risparmiata dal rogo. «Una volta effettuata la verifica della struttura – dichiara Scuri – e attivate tutte le misure di sicurezza necessarie, le persone potranno tornare a lavorare. Per quanto possibile, noi ci siamo».
Per consentire la ripresa del lavoro nelle restanti porzioni dell’immobile sarà infatti necessario presentare una relazione di un tecnico abilitato, in particolare di un ingegnere strutturista, che certifichi la sicurezza del sito sotto il profilo edilizio, strutturale e impiantistico. Dovranno inoltre essere adottate tutte le misure necessarie a garantire condizioni di sicurezza.
Resta aperta anche la questione dei materiali e dei rifiuti prodotti dal rogo. Arpa ha infatti evidenziato la necessità di caratterizzarli e classificarli correttamente, avviandoli a impianti autorizzati. Il Comune attiverà uno specifico procedimento per definire gli interventi e le modalità di gestione, nel rispetto delle norme ambientali e dei vincoli imposti dall’autorità giudiziaria. L’ordinanza dispone inoltre gli adempimenti necessari per il ripristino della sicurezza e dell’agibilità della porzione incendiata, anche tramite demolizione, che potrà essere riutilizzata soltanto dopo le verifiche tecniche e nel rispetto del sequestro.



