Non è tanto il numero degli incendi a dar conto dell’emergenza, ma il valore della superficie media che brucia ogni volta. Dal 2000, anno dell’entrata in vigore della legge contro gli incendi boschivi, ad oggi, abbiamo registrato una diminuzione di questo valore, ma è aumentata la probabilità che si verifichino annate estreme.
«Se calcoliamo il coefficiente di variazione, ovvero quanto è lo sbalzo da un anno all’altro della superficie bruciata, notiamo una maggiore alternanza di annate calme e annate molto negative» dice Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano e all’Unimont di Edolo. Le ragioni sono da ricercare in due dinamiche, la prima delle quali riguarda la soglia di estinzione degli incendi.




