«Dolcetto o scherzetto», per la gioia dei bambini. Ma anche costumi di fantasmi, zucche intagliate, un assortimento vario di riferimenti al macabro e all’orrore, che a molti fanno invece storcere il naso. La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ricorre la festa di Halloween, una tradizione anglosassone che da diversi anni si sta affermando anche in Italia e nel resto d’Europa: anche nelle nostre città ci sono bambini e ragazzini che si travestono per l’occasione, vanno di casa in casa a richiedere «dolcetti» o partecipano alle feste a tema che si organizzano la notte del 31 ottobre.
Ma l’influenza di Halloween oggi è evidente anche nei tanti riferimenti in ambito commerciale: dalle pubblicità alle vetrine dei negozi addobbate con zucche e altri riferimenti dell’immaginario legato a questa tradizione. Sul tema l’opinione pubblica tende a dividersi: c’è chi apprezza questa festa, ritenendola una divertente «mascherata» – quasi un secondo carnevale –, e chi invece pensa che abbia poco o nulla a che fare con il nostro modo di celebrare le feste di Ognissanti e dei defunti. Tu che opinione hai?



