Guerra in Iran: colpita sede Usa a Riad, Idf attacca Teheran e Beirut

Il quarto giorno di guerra in Medio Oriente si apre con un nuovo attacco contro un obiettivo diplomatico statunitense. Nella notte due droni hanno colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Riad, in Arabia Saudita. Il ministero della Difesa saudita ha confermato l’azione, precisando che l’impatto ha provocato «un piccolo incendio e lievi danni all’edificio», senza vittime né feriti.
Attacco all’ambasciata Usa a Riad
L’azione contro la sede diplomatica statunitense è avvenuta poche ore dopo che il Dipartimento di Stato americano aveva raccomandato ai cittadini di quattordici Paesi della regione – tra cui Arabia Saudita, Giordania e Libano – di evacuare l’area. Il ministero della Difesa saudita ha confermato che due droni hanno colpito l’edificio. Il bilancio ufficiale parla di un incendio circoscritto e di danni lievi. Non risultano morti né feriti. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha rivendicato l’avvio di operazioni per distruggere i «centri politici americani» nella regione. «L’esplosione all’ambasciata è un passo in questa direzione», ha scritto l’Irgc su Telegram.
In seguito all’attacco, gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere l’ambasciata a Riad. La rappresentanza diplomatica ha invitato i cittadini «a evitare la sede fino a nuova disposizione», esortando i connazionali a «stare al riparo».
Le misure di sicurezza nelle ambasciate Usa
La chiusura della sede diplomatica nella capitale saudita si affianca ad altre decisioni adottate da Washington nelle ultime ore. Il Dipartimento di Stato ha ordinato la partenza di tutto il personale diplomatico «non urgente» dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio su X ha spiegato di aver aggiornato gli avvisi di viaggio per Bahrein e Giordania «per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi». È stato inoltre disposto che il personale non urgente lasci l’Iraq «per motivi di sicurezza».
Anche l’ambasciata statunitense in Kuwait ha annunciato la sospensione delle attività. «A causa delle continue tensioni regionali, l’ambasciata statunitense in Kuwait rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Abbiamo annullato tutti gli appuntamenti consolari, sia ordinari che di emergenza», si legge in un comunicato pubblicato su X. L’attacco di Riad si aggiunge a quello contro una base in Bahrein. In Kuwait tre jet statunitensi sono stati abbattuti da fuoco amico; i piloti risultano in salvo.
Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a News Nation che «presto» l’Iran scoprirà quale sarà la risposta all’attacco. Ha assicurato che le truppe sul terreno saranno schierate «solo se necessario». In precedenza aveva affermato: «Risponderemo all’attacco, siamo pieni di munizioni». E ancora: «Li stiamo massacrando ma non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata arriverà presto», senza escludere l’invio di truppe. Il vicepresidente JD Vance ha confermato: «Nessun nuovo Iraq o Afghanistan». Secondo quanto riferito, sei soldati americani sono morti nel contesto degli scontri in corso.
President Trump said the U.S. will retaliate after an attack on the U.S. embassy in Saudi Arabia and honored six service members killed in a military operation against Iran. @KellieMeyerNews has the latest from the White House.
— NewsNation (@NewsNation) March 3, 2026
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Raid, tensioni regionali e mercati
Sul terreno proseguono le operazioni militari. L’Idf ha condotto raid su Teheran e su Beirut. È stata colpita la sede della tv pubblica iraniana; da Teheran è arrivata la replica che le trasmissioni sono ancora in corso. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato: «Teheran stava costruendo nuovi siti nucleari: se non si interviene ora non si potrà in futuro. Regime iraniano irriformabile, non sarà una guerra infinita». Le monarchie sunnite del Golfo hanno fatto sapere di essere pronte a reagire agli attacchi. Due droni diretti contro la base britannica di Cipro sono stati intercettati. Anche l’Europa è in stato di allerta.
Sul piano economico, tutte le Borse risultano in rosso. In Europa si registrano perdite per 314 miliardi, mentre i prezzi di petrolio e gas segnano un aumento del 39%.
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