Il giudice Spanò va a Milano, ma prima chiuderà il processo Strage

Il magistrato entro fine anno saluterà Brescia. Al suo nome sono legati i principali casi di cronaca degli ultimi 30 anni
Il Csm ha votato all'unanimità il trasferimento su richiesta dello stesso magistrato
Il Csm ha votato all'unanimità il trasferimento su richiesta dello stesso magistrato
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Ancora pochi mesi e il giudice Roberto Spanò lascerà Brescia. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti deliberato all’unanimità il trasferimento, su domanda del magistrato, a Milano dove diventerà presidente di sezione. «Ho dato disponibilità per il posticipato possesso al fine di poter assicurare continuità al processo di Piazza Loggia e depositare le motivazioni delle sentenze d’assise già pronunciate» spiega Spanò confermando la notizia.

L’addio al Palagiustizia è previsto per fine anno dopo che Spanò, quindi, concluderà il processo di primo grado a carico di Roberto Zorzi, ritenuto uno degli esecutori materiali della Strage del 28 maggio 1974. Sarà, tuttavia, necessario un periodo di applicazione ad hoc a Brescia per la stesura della motivazione della sentenza per la Strage che si annuncia particolarmente complessa.

I casi di cronaca

Al nome di Roberto Spanò sono legati i principali casi di cronaca bresciani degli ultimi 30 anni: dal sequestro Soffiantini e l’arresto del generale Delfino, alla vicenda Di Pietro, dall’omicidio di Desiree Piovanelli fino ad arrivare alla morte di Mario Bozzoli, passando per l’inchiesta sulla maxi tangente Enimont, l’omicidio di Laura Ziliani e poi la condanna per rivelazione di segreto d’ufficio nei confronti di Piercamillo Davigo e poi per rifiuto di atti d’ufficio dei pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio.

Spanò dopo l'interrogatorio a Erra per l'omicidio di Desiree Piovanelli
Spanò dopo l'interrogatorio a Erra per l'omicidio di Desiree Piovanelli

Domani nel frattempo il magistrato, nato a Parma ma ormai bresciano d’adozione, affronterà una nuova udienza del processo piazza Loggia.

La Corte d’Assise sarà in trasferta a Verona per il sopralluogo alla caserma di Parona, a palazzo Carli e alla ex sede Sid di via Montanari. Luoghi legati ai servizi segreti deviati dell’epoca e al centro del nuovo filone sull’attentato neofascista di 52 anni fa in cui morirono otto persone e ne rimasero ferite altre centodue.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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