Cronaca

Sempre più giovani fanno uso di nuove sostanze psicoattive

Le più diffuse tra i giovani sono i cannabinoidi sintetici, la ketamina e gli oppioidi sintetici
Preoccupa l'uso di droga tra i giovani
Preoccupa l'uso di droga tra i giovani

Trend in calo per l’eroina, invariata la quota di coloro che fanno uso di cocaina, in aumento i dipendenti da Thc (il principio psicoattivo della pianta di canapa) e – soprattutto – in preoccupante crescita il numero di giovani che fanno ricorso alle cosiddette «nuove sostanze psicoattive». Soltanto qualche mese fa Luca Gheda, sulla base della sua esperienza di responsabile del Servizio Tossicodipendenze dell’Asst Spedali Civili di Brescia, ci ha dipinto così la situazione.

Nps

Di queste «nuove sostanze psicoattive» (Nps) parla anche l’ultima relazione al Parlamento sul fenomeno della droga in Italia: «Più di 260mila studenti (11%) hanno assunto nella propria vita almeno una tra le Nps». Quelle maggiormente utilizzate nel Paese sono «i cannabinoidi sintetici (6,9%), la ketamina (2%) e gli oppioidi sintetici (1,7%). A eccezione dei cannabinoidi sintetici, per i quali le percentuali relative ai consumi tendono a crescere all’aumentare dell’età, per le altre Nps i consumi sembrano interessare maggiormente gli studenti tra i 16 e i 18 anni e, fatta eccezione per gli oppioidi sintetici, i consumi maschili risultano più elevati rispetto a quelli femminili».

La tendenza

Dopo la pandemia, il consumo di queste sostanze risulta in crescita: «Nel 2023 si osservano i valori più elevati mai registrati in rapporto all’uso di ketamina». Sempre in Italia quasi 150mila ragazzi (6%) dichiarano di aver provato gli stimolanti (amfetamine, ecstasy, Ghb, Md e Mdma) e centomila (4,1%) hanno assunto allucinogeni. Quanto poi alla reperibilità delle sostanze, la cannabis è ritenuta la più accessibile. Oltre un quarto ritiene di potersi procurare le sostanze in strada, a casa di amici o in discoteca. L’acquisto via Internet è indicato da circa un quinto dei giovani che consumano sostanze.

Elena Tamussi, medico psichiatra nonché direttore sanitario de «Gli acrobati», in una recente intervista ci ha riferito i rischi dei cannabinoidi sintetici sempre più diffusi: «Si tratta di composti chimici prodotti in laboratorio, molto più potenti e imprevedibili della cannabis. Possono causare effetti estremi come agitazione, paranoia, convulsioni, collassi cardiaci, e in alcuni casi anche decessi. A rendere il tutto ancora più pericoloso è la totale assenza di controllo sulla qualità e sulle dosi: le concentrazioni possono essere altissime e variare da una bustina all’altra».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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