Alcuni personaggi secondari delle tragedie di Shakespeare sono diventati protagonisti di altri racconti: in «Juliet’s Nurse» di Lois Leveen, la Nutrice di «Romeo e Giulietta» narra la storia dal suo punto di vista. Rosencrantz e Guildenstern, invece, amici d’infanzia di «Amleto», sono le star di «Rosencrantz e Guildenstern sono morti» di Tom Stoppard. Accade ai gelsi di via Borgosatollo: marginali nell’infinita epopea relativa alla riqualificazione della strada, sono diventati protagonisti di una storia nella storia.
Cantiere senza fine
La vicenda della strada Ghedi-Borgosatollo è cominciata trent’anni fa: all’intenzione di riqualificare questa sgangherata comunale avevano fatto seguito tante speranza, ma pochi fatti. Solo chiacchiere, insomma, archiviate nel 2024 con l’apertura del cantiere.
I lavori, però, si sono fermati quasi subito, poi sono ripresi, poi hanno rallentato, poi… Il risultato è che, trentadue anni dopo, pur essendo pronta e percorribile, la rinnovata strada non è ancora ufficialmente finita, perché manca qualche «finitura». Il ritardo dipende anche dai gelsi cresciuti nei pressi della deviazione per Montirone: una trentina di piante secolari piene di bitorzoli, incavi e sporgenze.
Figure spettrali, da incubo notturno: gelsi storici e maestosi, insomma, che però stanno tra i piedi, perché la banchina della rinnovata strada dovrebbe correre proprio là dove i gelsi hanno messo radici. Eliminarli non se ne parla neanche: «Sono un patrimonio naturale – sentenziano dal Comune –. E poi non vogliamo innescare polemiche».
La soluzione
Per non impantanarsi in annose questioni legali, l’Amministrazione aveva giocato d’anticipo, stringendo un accordo verbale con il proprietario dei gelsi per trapiantare, con la tecnica della zollatura, gli alberi, spostandoli qualche metro indietro. Siccome il proprietario ci ha ripensato, il Comune ha dovuto cambiare progetto.
La dislocazione s’ha da fare, perché fino a quando non si spostano i gelsi non si può fare la banchina, senza la quale la strada non può essere ufficialmente aperta. Insomma: non solo, ma anche per via dei gelsi, a due anni dall’inizio, i lavori, che dovevano terminare a novembre 2024, sono ancora in corso: strada cantierata, strisce gialle sull’asfalto e limite a 30 chilometri orari, che nessuno rispetta.



