Le rocce di risulta dello scavo della nuova galleria tra Gargnano e Tignale per realizzare moli e ripristinare spiagge e tratti di litorale erosi dal moto ondoso. L’ipotesi, complessa dal punto di vista tecnico e autorizzativo, è al vaglio del territorio altogardesano.
La situazione
Lo smaltimento del materiale di scavo del nuovo tunnel previsto sulla Gardesana è una delle questioni più discusse del progetto. Ne aveva parlato di recente il consigliere provinciale delegato alle strade, Paolo Fontana: «È in corso un’analisi su alcune aree per l’allestimento dei cantieri e per lo stoccaggio temporaneo del materiale di scavo e per consentire la movimentazione dei mezzi di cantiere, tenendo conto delle esigenze del territorio».
Se ne è riparlato martedì in Consiglio comunale a Gardone Riviera: «Lo smaltimento delle rocce è uno dei principali problemi al vaglio di Anas e Comunità Montana», ha detto il sindaco Adelio Zeni. Si parla di 400mila metri cubi: «Trasportarli nelle cave – ha detto Zeni – significherebbe veder passare ogni giorno decine di camion sulla Gardesana».
Da qui la proposta di Gardone - ma ci stanno pensando anche di altri Comuni: Tignale e Tremosine - di utilizzare il materiale in loco, tagliando i costi di trasporto e riducendo l’impatto sul traffico.
«Gardone – ha detto il sindaco – non ha ormeggi e porti. Se volessimo costruire nuovi moli, il reperimento del materiale comporterebbe costi importanti. Quindi se potessimo utilizzare quelle rocce sarebbe un vantaggio. Si potrà fare? Non lo so, ma ci stiamo ragionando».
L’iter per la nuova galleria in variante, tra il km 86+567 e il km 88+800, è alle battute finali. Il tunnel collegherà la prima galleria dopo Gargnano con il bivio della Sp 38 per Tignale.
Compatibilità
Lo scorso aprile il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) aveva espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto proposto da Anas. Il provvedimento include anche la verifica del piano terre e rocce da scavo: sono quindi in corso le valutazioni tecniche sulla possibilità di utilizzare il materiale secondo le richieste dei Comuni.
Entro il 2026 si conta di completare il progetto definitivo, per arrivare all’esecutivo nel 2027 e quindi andare in appalto. L’investimento, finanziato con la legge di bilancio nazionale, è stimato in circa 126,2 milioni di euro. La nuova galleria sarà percorsa in direzione nord-sud, mentre nel senso opposto si transiterà sul tracciato storico, nelle gallerie D’Acli, Eutemia e Dei Ciclopi, realizzate negli anni Trenta e troppo strette e basse per consentire il transito contemporaneo dei mezzi pesanti nei due sensi di marcia.



