Case popolari sul Garda: nuovo bando, ma restano i vecchi problemi

Nuovo bando, vecchio problema: la casa. Nell’ambito Garda si aprono le domande per gli alloggi pubblici, ma la distanza tra richieste e disponibilità resta ampia. Le istanze potranno essere presentate dalle 9 del 20 aprile fino alle 16 del 22 maggio esclusivamente online, attraverso la piattaforma di Regione Lombardia.
Possono partecipare i cittadini in possesso dei requisiti previsti, tra cui un Isee non superiore a 16mila euro e la residenza o l’attività lavorativa in uno dei 22 Comuni dell’ambito. La procedura consente di indicare fino a due alloggi tra quelli disponibili e ritenuti adeguati al proprio nucleo familiare. Il punto, però, è che la domanda continua a crescere molto più dell’offerta. E a restare fuori non sono più soltanto le situazioni di maggiore fragilità. Sempre più spesso si tratta di famiglie con un reddito, un lavoro, dei figli. Famiglie che, sul Garda, faticano sempre più a trovare una casa.
I numeri
Nell’ultimo bando Sap dell’ambito Garda–Salò, gli alloggi disponibili erano 18 a fronte di 594 domande, con oltre 300 richieste solo a Desenzano. Un divario netto, che racconta meglio di qualsiasi analisi quanto la pressione abitativa sia cresciuta negli ultimi anni. A rendere il quadro ancora più complesso è anche la struttura del mercato: una quota rilevante delle abitazioni non è stabilmente occupata – tra seconde case e affitti brevi – con oltre 5.700 alloggi vuoti nella sola Desenzano.
Il Piano di Zona 2025–27 lo dice senza giri di parole: l’emergenza abitativa non riguarda più solo i «casi sociali», ma coinvolge lavoratori, famiglie monoreddito, coppie con figli e redditi regolari, troppo «ricchi» per accedere al pubblico e troppo fragili per il mercato privato. Gli stranieri, poi, pagano spesso un doppio prezzo: alla paura di morosità si somma quella, più o meno esplicita, della diversità. A incidere è anche la struttura stessa del mercato. Da una parte crescono gli affitti brevi e turistici, dall’altra diminuiscono le soluzioni a lungo termine. In mezzo restano sempre meno possibilità per chi cerca una casa stabile.
Il Piano annuale dell’offerta abitativa 2026 conferma un fabbisogno in aumento, a fronte di un’offerta pubblica limitata. Una quota significativa del patrimonio abitativo, come si diceva, non è stabilmente occupata, contribuendo a ridurre ulteriormente la disponibilità per i residenti. Il sistema di assegnazione si basa su una graduatoria costruita sull’indicatore di bisogno abitativo (Isbar), ma il numero effettivo di alloggi disponibili varia di volta in volta e resta insufficiente rispetto alle richieste. In questo contesto, l’apertura del nuovo bando rappresenta un passaggio atteso per molte famiglie, ma si inserisce in una situazione in cui la questione abitativa resta aperta e sempre più diffusa.
Informazioni dettagliate e modalità di presentazione della domanda sono disponibili sui siti dei Comuni di residenza.
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