CronacaBassa

Gambara, lavoro per 25 richiedenti asilo: il progetto fa scuola

L’Hub della conoscenza centra l’obiettivo incontrando le esigenze delle imprese del territorio: nasce un modello
Al Corvione: il Cas che ospita circa 180 richiedenti asilo -  © www.giornaledibrescia.it
Al Corvione: il Cas che ospita circa 180 richiedenti asilo - © www.giornaledibrescia.it
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Quando sentono la parola «lavoro» gli occhi si illuminano e fioccano sorrisi. Come può essere altrimenti? Per chi ha attraversato l’inferno alla ricerca di una vita diversa e da due anni non può fare altro che aspettare il tramonto, l’alba e poi ancora il tramonto trovare un mestiere diventa davvero il mezzo per dare un senso alla propria esistenza. E dove se non nella terra in cui più che altrove si è concretizzata l’elevazione plastica del calvinismo?

I circa 180 richiedenti asilo del Centro di accoglienza di Corvione a Gambara vivono tra sconfinati campi coltivati e un’oasi di mattoni che ha le radici nella storia latifondista della zona. Lontani da tutto, per spostarsi hanno solo la bicicletta (elettrica, i più fortunati) e come altre migliaia di migranti aspettano tra quattro mura un documento che otterranno (forse) tra anni. È il loro Godot.

Qualcosa si muove

Ma da qualche mese la quotidianità di alcuni di loro è cambiata: c’è chi sale in sella per raggiungere l’azienda agricola, chi arriva nell’azienda metalmeccanica tramite un passaggio, chi ancora sale sul bus per entrare in cantiere. Ogni mattina venticinque ragazzi continuano a sognare un futuro migliore.

Vengono da Bangladesh, Mali, Gambia, Burkina Faso, Senegal, Guinea, Libia, Nigeria e Pakistan. Sono coloro che hanno completato l’iter formativo avviato quattro mesi fa dall’Hub della Conoscenza insieme al comune di Gambara, a Cassa Padana e all’Agenzia per il lavoro «Al Centro». Dopo il percorso di formazione linguistica e quello professionale di base, per loro è arrivato il momento di cominciare a lavorare. E i risultati non si sono fatti attendere: in ogni azienda i lavoratori si sono distinti per competenza, serietà e impegno.

Storie

Faman ha 26 anni ed è arrivato a Lampedusa dal Mali dopo un’odissea in Libia e nel Mediterraneo, poi è finito nel centro bresciano. Dopo due mesi di tirocinio retribuito è stato assunto (in anticipo) alla Foma di Pralboino, azienda leader nella trasformazione dei metalli per l’automotive. Oggi sorride imbarazzato, ma è orgoglioso: «Mi piace molto stare qui. Avevo già lavorato come meccanico nel mio Paese, ma questo mestiere è diverso. Sto imparando tanto e voglio continuare».

Rete

Gli altri richiedenti asilo sono stati assunti dalle aziende agricole L’ambiente naturale, Isopig, Caiano, dall’Arpex, dalla Dogican e dalla Strambini e Boroni. In totale sono 7 le imprese che hanno raccolto l’amo lanciato nell’incontro di aprile quando, alla presenza della sindaca di Gambara Tiziana Panigara e del vicario del prefetto di Brescia Anna Chiti Batelli, gli imprenditori furono coinvolti per la prima volta. Ma oggi altre aziende sono pronte ad aggiungersi. Perché oltre ai venticinque giovani già contrattualizzati, altri dieci attendono di concludere la fase finale del percorso e di essere inseriti. «L’entusiasmo tra i ragazzi è alle stelle – ammette l’ad dell’agenzia “Al Centro” Daniele Daturi –. Bisogna tenere conto che la maggior parte di loro si trova in questa struttura da un anno e mezzo circa e quel percorso di integrazione e emancipazione sociale che permette loro di costruirsi una vita non può che appassionarli».

Nell’azienda «L’ambiente naturale» di Gambara -  © www.giornaledibrescia.it
Nell’azienda «L’ambiente naturale» di Gambara - © www.giornaledibrescia.it

Prospettive

Eccolo il (primo) risultato del progetto di opportunità e inclusione per imprese e comunità, nato per risolvere due emergenze con una soluzione duplice: favorire l’inserimento di richiedenti asilo nel tessuto sociale rispondendo alle esigenze delle aziende che faticano a trovare risorse lavorative.

Villa Seccamani: la sede lenese dell'Hub della Conoscenza - © www.giornaledibrescia.it
Villa Seccamani: la sede lenese dell'Hub della Conoscenza - © www.giornaledibrescia.it

«Siamo molto soddisfatti – spiega il direttore dell’Hub della Conoscenza Giuliano Noci – perché oggi il 100% dei richiedenti asilo coinvolti nel progetto è stato collocato. Ciò dimostra che con il lavoro di squadra si possono ottenere risultati impensabili». Un progetto pilota che non si ferma qui e che anzi ambisce a diventare un modello, tanto in provincia quanto oltre i confini bresciani. «Vogliamo fare in modo che possa diventare esempio anche per altri territori», conferma il professor Noci.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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