Cronaca

Fratelli morti in casa a Concesio, escluso l’intervento di altre persone

Per ora nessun parente ha reclamato le salme di Raffaello e Gabriella Rambaldini, che sono in attesa dell’autopsia all’ospedale Civile
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

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Morti da giorni, uccisi forse dal monossido

Arrivano le prime certezze dalle indagini dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco sulla morte dei due fratelli residenti a Concesio trovati dai vicini in avanzato stato di decomposizione martedì sera nel loro appartamento di via Matteotti.

Gli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno infatti escluso che nell’abitazione di Raffaello e Gabriella Rambaldini siano entrate altre persone. Quella che nelle prime ore era una ipotesi è infatti via via diventata una certezza man mano che sono proseguiti i rilievi degli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche.

Gli accertamenti

Per prima cosa sono stati posti sotto sequestro i luoghi e tutti gli impianti che li servono, per preservare ogni possibile traccia. La casa era chiusa dall’interno, tutti gli effetti personali dei due anziani, rispettivamente di 76 e 67 anni, erano al loro posto, compreso denaro e oggetti di valore. I corpi sono stati trovati nella cucina, stesi a terra ai due lati di una poltrona. I rilievi non sono stati semplici date le condizioni dei corpi e la situazione dell’appartamento. Chi ci è entrato infatti parla di una situazione di degrado, con mobili accatastati, un disordine complessivo e condizioni igienico sanitarie precarie ma nulla che lasci pensare ad una colluttazione. Ragionevolmente insomma non ci sono state aggressioni esterne.

Al nucleo di Polizia Giudiziaria dei Vigili del fuoco spetta ora il compito di stabilire se il malfunzionamento di uno degli impianti possa avere provocato una intossicazione da monossido di carbonio. Per questo la Procura ha delegato i Vigili del fuoco ad una perizia della caldaia e dello scaldabagno.

Parallelamente le salme sono state affidate all’istituto di medicina legale dell’Ospedale Civile dove sarà eseguita una autopsia per stabilire le cause della morte. Se venisse esclusa l’intossicazione da monossido restano aperte una serie di opzioni.

I due potrebbero aver inconsapevolmente ingerito degli alimenti guasti ed essersi sentiti male o ancora uno dei fratelli potrebbe essere deceduto per cause naturali e il secondo essersi lasciato andare fino a seguire la stessa sorte.

Raffaello e Gabriella Rambaldini non si erano mai sposati, non hanno mai avuto figli, i loro genitori sono morti da moltissimi anni e non risulta che frequentassero altri parenti o che avessero amici tanto che, nelle prime 24 ore dopo la tragedia, nessuno ha contatto le autorità per reclamare le salme. Raffaello era da tempo malato e Gabriella lo assisteva. Era solo lei, comunque piuttosto di rado, ad uscire per le commissioni strettamente necessarie, farmaci e spese alimentari.

Per chi indaga è dunque difficile stabilire come fossero i rapporti tra i due fratelli negli ultimi mesi, se ci fossero tensioni che potrebbero inquadrare la tragedia come un episodio di omicidio-suicidio o ancora se, stremati da anni di solitudine e affaticati dalla malattia, i due possano aver deciso di lasciarsi morire insieme. Nell’appartamento però non sono stati trovati messaggi o altri elementi che possano far pensare ad un gesto estremo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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