Cronaca

Frana in Val Palot, ancora tutto fermo: i residenti protestano

L’appuntamento è per venerdì 23 alle 10 davanti al municipio di Pisogne per chiedere risposte e interventi concreti
Giuliana Mossoni
Un abitante che percorre la strada di ritorno di notte
Un abitante che percorre la strada di ritorno di notte

Sono passate tre settimane e mezzo dalla frana che ha interrotto il collegamento con le frazioni della montagna di Pisogne, semi isolando più di cento persone di Sonvico, Fraine e Palot. In molti si sono dati da fare, ma la realtà riporta di una viabilità interrotta, con strade alternative sconnesse e che richiedono più di cinquanta minuti per raggiungere Pisogne, quando generalmente ce ne volevano quindici.

La frana è sotto sequestro e, nonostante le promesse, non viene sbloccata, impedendo di fare alcunché. Per questo, per le tensioni, la stanchezza, la paura e i disagi, i residenti hanno deciso di organizzare una «protesta cittadina per l’emergenza frana», per chiedere «risposte chiare, tempi certi e interventi concreti».

Davanti al Comune

L’appuntamento è per venerdì 23 alle 10 davanti al Comune: «Scendiamo in piazza – dicono – perché la situazione è urgente, mancano informazioni trasparenti, servono responsabilità e azioni immediate da parte delle istituzioni. Auspichiamo una presenza numerosa e composta».

A provare a riassumere i disagi è Monica Garattini: «Ci sono bambini che hanno il diritto di non alzarsi alle 5 per andare all’asilo in auto o farsi tre chilometri a piedi su una mulattiera per il tragitto casa-scuola-casa al freddo e tra le intemperie.

Hanno il diritto di andare all’oratorio a giocare con gli amici e fermarsi dopo scuola, senza essere costretti a rientrare subito perché altrimenti si arriva a casa tardi. Anche i lavoratori che fanno i tre turni sono veramente disagiati. A Sonvico non arriva nemmeno il pullman, perché parte solo da Fraine, per cui anche i più anziani non hanno un mezzo pubblico per andare a Pisogne. Questa è la realtà di chi vive a trenta metri dalla frana».

I danni della frana
I danni della frana

Isolati

In enorme difficoltà le piccole attività economiche, come l’agriturismo, i ristoranti, la pizzeria, il B&b, che sono momentaneamente chiusi e non sanno quando potranno ripartire. Per la residente Elena Felappi la frana ha prodotto «un isolamento concreto, con conseguenze immediate su attività economiche e famiglie. Significa, per le poche attività commerciali che cercano di sopravvivere, difficoltà nei rifornimenti, costi maggiori e turismo ridotto a zero. Chiediamo al Comune di agire con responsabilità, tempestività e trasparenza, cercando di garantire sicurezza, limitando anche il trasporto dei mezzi pesanti addetti al recupero del legname, accessibilità e continuità economica alla Val Palot».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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