Cronaca

Palazzolo, la fragilità trova casa negli immobili confiscati alla mafia

Un bilocale per le donne vittime di violenza (ma non solo), una villa in cui giovani con difficoltà psichiche potranno sperimentare una forma di co-housing assistito
Luca Bordoni
Una veduta dall'alto di Palazzolo sull'Oglio - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta dall'alto di Palazzolo sull'Oglio - © www.giornaledibrescia.it

Due immobili confiscati alle mafie diventano spazi destinati all’accoglienza e al sostegno delle persone fragili. A Palazzolo si è concluso l’iter per l’assegnazione di un bilocale in via Val Padana e di una villa in via Bonari, affidati dall’Amministrazione Cossandi a due realtà del Terzo settore attraverso una procedura pubblica. Le strutture ospiteranno rispettivamente donne in difficoltà e giovani con fragilità psichiche.

Le strutture

Il bilocale sarà gestito dalla Fondazione Galignani, che vi realizzerà «Casa Francesca», un progetto rivolto a donne sole o con figli minori, vittime di violenza ma non solo, nel periodo successivo all’emergenza. L’obiettivo è accompagnarle verso l’indipendenza economica e abitativa, attraverso un alloggio protetto e un percorso personalizzato.

Diversa la destinazione della villa di via Bonari, affidata alla cooperativa sociale Paese, che collaborerà con Asst Franciacorta per realizzare «Ricaricasa - progetto di Recovery. Un bene liberato, una casa possibile». L’immobile ospiterà una forma di co-housung assistito per giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, già seguiti dai servizi sanitari e con condizioni cliniche stabilizzate. Il progetto punta a favorire il recupero dell’autonomia personale e delle relazioni sociali, evitando un contesto troppo formale.

I lavori

Prima dell’assegnazione, la villa è stata interessata da interventi per migliorarne l’accessibilità, finanziati anche grazie a un contributo regionale di circa 96mila euro, ottenuto attraverso un bando dedicato al recupero dei patrimoni sottratti alle mafie.

Si chiude così un percorso iniziato già durante la precedente Amministrazione, con l’obiettivo di restituire alla collettività immobili un tempo nella disponibilità della criminalità organizzata. Il sindaco Gianmarco Cossandi ha sottolineato il valore dell’operazione, che «trasforma beni confiscati in opportunità di inclusione e autonomia». Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora ai Servizi sociali Ombretta Pedercini, che ha evidenziato «l’ampliamento delle possibilità di assistenza offerte alle persone più vulnerabili».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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