«Sarà un lavoro, difficile e complicato, ma importante. Sarà una sfida per Livemmo e per la Valle Sabbia»: queste le parole del sindaco di Pertica Alta, Giovanmaria Flocchini, nel giugno 2022 all’indomani del maxi-contributo dal Pnrr per Livemmo. Oggi i lavori sono conclusi, ma si apre una nuova sfida: quella della misurazione dei risultati degli investimenti e delle loro ricadute, della gestione di quanto realizzato, e del rilancio del territorio.
Sindaco, possiamo dire che i lavori del Pnrr a Livemmo sono conclusi?
Abbiamo terminato la parte strutturale e dei servizi. Rimane la rendicontazione, da completare entro dicembre, e qualche dettaglio da sistemare. Ma abbiamo portato a termine un’impresa che non era assolutamente scontata.
Tra gli interventi c’è il nuovo centro polifunzionale con servizi per l’accoglienza diffusa. Quali opportunità offrirà?
Innanzitutto, abbiamo migliorato viabilità, acquedotto, sottoservizi e recuperato aree completamente abbandonate. Una vecchia area artigianale è diventata uno spazio polifunzionale per attività teatrali, sportive, iniziative per bambini e per chi vorrà avviare nuove imprese. Ci sarà anche una piccola spa, a servizio dell’albergo diffuso, che comprende dodici camere pubbliche e una decina di appartamenti privati. Vogliamo offrire nuove opportunità ai turisti e al territorio.

Quasi 19 milioni di euro investiti. C’è qualcosa che non siete riusciti a realizzare?
Abbiamo fatto quasi un miracolo, considerando i vincoli del bando e le indicazioni ministeriali. Abbiamo realizzato quasi tutto quello che sognavamo. Rimane però irrisolto il tema della salute. Ci manca un medico di medicina generale, fondamentale in un territorio con una popolazione anziana. Abbiamo provato ad avviare un percorso di telemedicina, ma la carenza di personale e le complessità legate alla gestione dei dati e delle tecnologie lo hanno reso difficile. È una questione che speriamo di poter riprendere in mano in futuro.
Qualcuno teme che Livemmo possa diventare una cattedrale nel deserto. Come misurerete i risultati?
È una preoccupazione legittima. Faccio il sindaco da diciassette anni e ho sempre sentito la responsabilità di ogni euro investito. Sarà il tempo a dirci se abbiamo fatto le scelte giuste. Oggi, però, ci sono strutture, servizi e opportunità che prima non esistevano. Abbiamo creato le condizioni per crescere, ma ora devono mettersi in gioco privati e cittadini.

La vera sfida, dunque, comincia adesso?
Assolutamente. Io non faccio l’albergatore o il ristoratore, faccio l’amministratore pubblico. Le strutture sono state affidate in gestione a soggetti esterni al Comune e ora spetta anche a loro dimostrare che questi investimenti possono funzionare. Mi auguro che soprattutto i giovani del territorio sappiano cogliere queste opportunità. Non c’è nulla di scontato, ma abbiamo lavorato con serietà, onestà e consapevolezza. Questa è forse l’unica possibilità che abbiamo per dare un futuro ai nostri territori montani.




