Cronaca

Fondazione Asm, la filantropia fa gioco di squadra per lasciare il segno

Il Bilancio sociale 2025 parla di 1.130.000 euro distribuiti tra contributi, servizi e impegni per sostenere 170 realtà del Terzo settore attive nel Bresciano
Barbara Fenotti
I protagonisti della presentazione del bilancio di Fondazione Asm - © www.giornaledibrescia.it
I protagonisti della presentazione del bilancio di Fondazione Asm - © www.giornaledibrescia.it

I bisogni cambiano, si moltiplicano e spesso si intrecciano. Per leggerli non bastano più i numeri: servono strumenti capaci di cogliere i mutamenti della società e mettere in rete le energie del territorio.

È la fotografia che emerge dal Bilancio sociale 2025 di Fondazione Asm presentato ieri. Un impegno che nel 2025 si è tradotto in circa 1.130.000 euro distribuiti tra contributi, servizi e impegni pluriennali e nel sostegno a 170 realtà del Terzo settore attive nel Bresciano. Dentro ci sono progetti contro la povertà energetica, percorsi abitativi per persone fragili, iniziative culturali, azioni educative e interventi per rafforzare le organizzazioni.

Azioni concrete

Tra gli esempi il ruolo nel Banco dell’energia e la candidatura del progetto «Più case più comunità», pensato per recuperare alloggi da destinare a soggetti vulnerabili con l’obiettivo di arrivare a 50 nuove locazioni a prezzi calmierati. Poi il Servizio civile universale al Mo.Ca, con quattro volontarie inserite in un percorso culturale condiviso con Bazzini Consort, Idra Teatro Ets e Avisco e l’appuntamento al Festival della Pace dedicato al Premio Cesare Trebeschi e al Metodo Rondine.

«Fondazione Asm fa un grande lavoro nella nostra città – ha sottolineato la sindaca Laura Castelletti –. Il Bilancio sociale va oltre la rendicontazione: è una ricomposizione di un puzzle».

Presentazione

Il documento è stato illustrato dal presidente Felice Scalvini insieme a Erika Ruggeri, responsabile della gestione operativa e di attività e bandi. Al centro il cambio di passo della filantropia: non tanto sostenere i singoli progetti ma rendere più solide le realtà che li costruiscono.

«Ci siamo evoluti – ha spiegato Scalvini –. Il focus si sposta sull’irrobustimento degli enti, più che sul sostegno a ciò che fanno». Una linea che si ritrova anche nell’elenco dei beneficiari: dal sostegno a Brescia Buona al Banco dell’energia, da Librixia a Food Film Fest, dagli archivi al welfare di prossimità, fino ai piani di sviluppo di diverse realtà culturali.

In videocollegamento è intervenuto Roberto Tasca, presidente di A2a, che ha sottolineato come «il rapporto con le nostre fondazioni ci consente di programmare una presenza sui territori che non è solo distribuzione di risorse economiche». Per Tasca Fondazione Asm rappresenta uno spazio di scambio capace di far crescere gli enti del Terzo settore, anche attraverso piani triennali.

Sullo sfondo resta l’obiettivo indicato da Scalvini: realizzare entro fine anno lo spin off dell’area legata al fondo filantropico, portando a bordo altre realtà bresciane e dotando la città di uno strumento di finanza sociale evoluta. Numeri e progetti diventano così il punto di partenza di un ragionamento più ampio, che continua a restare in ascolto del territorio ma diventa sempre più ambizioso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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