Cronaca

Un mare di fiori di senape colora la Bassa e salva i terreni dall’azoto

La coltura aiuta ad assorbire l’elemento chimico in eccesso e migliora la fertilità del suolo
Gianantonio Frosio
Piante di senape nella Bassa - © www.giornaledibrescia.it
Piante di senape nella Bassa - © www.giornaledibrescia.it

La Bassa si sta tingendo di giallo: non il solito giallino autunnale con sfumature rosse. Qui siamo all’iperbole: giallo canarino, tipo evidenziatore. Merito della Ue, che eroga contributi per la semina della senape, e della Regione, che, per mondare la terra satura di azoto, obbliga gli agricoltori di alcune aree particolarmente vulnerate a tenere «inerbata» una parte dei campi, garantendo «la copertura continua e omogenea invernale dei suoli per un minimo di 60 giorni». Molti i Comuni interessati: Ghedi, Calvisano, Montichiari, Barbariga, Dello, Mairano, Travagliato…

I vantaggi

«Tra le colture utili per adeguarsi alla richiesta della Regione – dicono Simona Bonfadelli e Luigi Galuppini, agronomi della Copag di Ghedi – la senape è tra le più convenienti ed efficaci. Questo spiega il motivo per cui molti agricoltori l’hanno seminata».

La senape ha foglie verdi e fiori a quattro petali color giallo vivo. Siccome i campi coltivati con questa brassicacea sono sempre di più, ecco spiegato il motivo per cui la Bassa si sta tingendo di giallo. Peraltro fuori stagione: «Il caldo di questi mesi – spiegano i due agronomi – ha fatto sbocciare i fiori in anticipo, regalandoci i paesaggi gialli da cartolina che vediamo in queste settimane».

Resta da capire perché, estetica a parte, che è solo un accessorio, molti agricoltori seminano la senape. Lo fanno per ristrutturare il terreno e abbassare il tasso di azoto, presente in quantità eccessive. Ovvio, visto che da Montichiari a Orzinuovi c’è un’altissima concentrazione di allevamenti suini e bovini, i cui reflui (carichi di questo elemento chimico) finiscono nei campi. «Rispetto agli anni ’70 e ’80 – spiegano Bonfadelli e Galuppini – la situazione è migliorata, perché gli agricoltori hanno capito il problema e stanno collaborando. Ma la concentrazione di azoto rimane alta».

Trasformazione

E qui entrano in gioco la senape e altre colture, come trifoglio e leguminose, capaci di assorbire l’azoto, impedendo che finisca nella falda. L’azoto viene poi rilasciato in primavera, quando le piantine di senape vengono arate e interrate, contribuendo a fertilizzare, naturalmente e gratuitamente, la terra. Questa tecnica si chiama Cover Crop. Se la coltura viene interrata, come nel caso della senape, il termine specifico è Sovescio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...