L’affascinante e suggestivo scenario del Sagrato di via Trento, l’antico cimitero prenapoleonico, soprattutto dopo l’imponente opera ripristino del tetto e delle parti ammalorate, nel corso degli ultimi anni è a tutti gli effetti diventato il luogo prediletto per gli eventi culturali gabianesi, in particolar modo nel periodo estivo.
La storia
La struttura, quasi nascosta dietro la chiesa parrocchiale e l’imponente mole della torre campanaria, risale al XVIII Secolo. Il complesso ha la forma di elegantissimo chiostro, con porticati, una cappella centrale e la facciata rivolta verso la strada. La sua costruzione, terminata nel 1777, venne a costare 45 mila lire dell’epoca, raccolte attraverso offerte ed elemosine. La vita del nuovo camposanto fu però breve. Infatti, nel 1806, all’indomani della legge che proibiva il seppellimento dei defunti all’interno del centro abitato, ogni paese dovette provvedere alla costruzione di un nuovo cimitero situato all’esterno dell’abitato.
L’antico camposanto, da tutti conosciuto come «Il Sagrato», ha recentemente ospitato, per il secondo anno consecutivo, una delle tappe del Festival Dantesco Bresciano, che ha incantato il pubblico con «Paradiso Perduto – Dante e la Natura»: un dialogo appassionante tra il professor Giuliano Ferroni, uno dei più autorevoli storici della letteratura italiana, e il professor Gianfranco Serioli, dantista e direttore artistico del festival. Le parole di Dante hanno preso vita grazie alla voce dell’attore Luciano Bertoli, in un luogo che, con la sua maestosa bellezza, non poteva fare da cornice più evocativa.
Impossibile non citare la Via Crucis vivente, ivi inscenata durante il periodo pasquale, mentre saggi di musica, danza, eventi vari e concerti animano questo luogo per tutta l’estate.
Le iniziative
Qui, a marzo, come ogni anno, in occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, l’Amministrazione comunale ha deciso di ricordare chi ci ha lasciato durante la pandemia, in un momento in cui le distanze impedivano anche il più semplice degli addii. Dal 2021, questa ricorrenza viene celebrata attraverso la musica: un artista del territorio propone live un brano, in un’esibizione raccolta e senza pubblico, da trasmettere alla cittadinanza il giorno stesso. Per il 2026 è toccato a Riccardo Maffoni e alla sua sensibilità artistica il compito di rappresentare l'intera comunità in questo momento di memoria condivisa.
Condivisione
Nei giorni scorsi il Sagrato ha aperto le porte alle famiglie con uno spettacolo teatrale. Come ha voluto sottolineare il sindaco, Davide Pellini: «Iniziative come queste ci ricordano quanto sia preziosa la capacità di fare rete: costruire collaborazioni tra realtà diverse, mettere in comune risorse ed energie, significa moltiplicare le opportunità di portare cultura, bellezza e comunità nei nostri territori. Perché la cultura cresce quando si condivide».



