Il curatore fallimentare dell’ex Selca, Giacomo Ducoli, è stato assolto dall’accusa di deposito incontrollato di rifiuti e inquinamento ambientale perché il fatto non costituisce reato. La sentenza è stata pronunciata questa mattina dal gup di Brescia Marco Vommaro, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
Le richieste e il nuovo piano
Il pubblico ministero Donato Greco aveva chiesto per il commercialista di Breno una condanna a un anno e sei mesi. Ducoli, difeso dagli avvocati Luigi, Giovanni e Giordana Frattini, ha sempre sostenuto di avere fatto quanto era nelle sue possibilità per affrontare l’emergenza ambientale e di avere condiviso ogni decisione con il giudice fallimentare.
Al centro del procedimento c’erano i circa 37.500 metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi rimasti nello stabilimento di Forno Allione, a Berzo Demo, dopo il fallimento della Selca nel 2010. Scorie contenenti elevate concentrazioni di fluoruri e anche cianuri, rimaste per anni esposte agli agenti atmosferici e ritenute responsabili della contaminazione della falda acquifera.
Secondo l’accusa, il curatore non avrebbe dato seguito alle ordinanze emanate dagli enti pubblici e non avrebbe adottato in tempo gli interventi necessari a impedire l’aggravamento della situazione. Una ricostruzione contestata dalla difesa, che ha evidenziato come Ducoli avesse sempre operato nell’ambito delle risorse disponibili e dopo avere ottenuto le autorizzazioni del Tribunale fallimentare. Nel processo si erano costituiti parte civile Regione Lombardia e Comune di Berzo.
Quello concluso oggi era un nuovo capitolo giudiziario della vicenda Selca. Ducoli era già stato assolto in un precedente procedimento relativo a periodi differenti. Intanto è stato avviato il piano per rimuovere le migliaia di tonnellate di scorie accumulate nel sito camuno e trasferirle in Germania.

Nel frattempo, fuori dal tribunale si è svolto un presidio: alcuni ambientalisti hanno protestato per portare alla luce la questione ambientale e l’esigenza di protezione del territorio «dai mostri ecologici».




