Ex Freccia Rossa, cosa pensano i consiglieri di Brescia di «City4»

Le prime reazioni al progetto presentato dalla proprietà e dalla Loggia. Il centrosinistra: «Un buon risultato». L’opposizione: «Nessun confronto, ora servono i fatti»
L'ingresso dell'ex centro commerciale Freccia Rossa - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso dell'ex centro commerciale Freccia Rossa - © www.giornaledibrescia.it
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Il giorno dopo l’annuncio di «City4», il progetto che disegnerà il «secondo tempo» dell’ex centro commerciale Freccia Rossa, le reazioni dei gruppi politici seduti in Loggia trovano un terreno (quasi) comune. Tutti riconoscono che sia un bene il fatto che quello spazio non resti ancora a lungo «terra di nessuno», lasciando campo libero a degrado e insicurezza.

Tutto liscio e si aprano i festeggiamenti quindi? Non proprio: si è detto infatti che il terreno è «quasi» comune. Due «postilla» arrivano infatti - com’era prevedibile - dai banchi dell’opposizione. La prima recita più o meno così: «Belli gli annunci, ma stiamo a vedere i fatti». La seconda sta invece in un rimprovero sul metodo: il progetto non è ancora stato analizzato nelle Commissioni competenti.

In attesa del via alla riqualificazione

«Finalmente il lungo braccio di ferro sul Freccia Rossa si è concluso, anche se non si può mancare di notare che l’Amministrazione abbia fatto un clamoroso passo indietro rispetto a quanto aveva dichiarato alcuni mesi fa, ossia che in quel contesto “non si sarebbe fatto un altro centro commerciale”. L’auspicio - incalza Mariachiara Fornasari per Fratelli d’Italia - è che la ripartenza del complesso, oltre a riportare sicurezza e decoro nel quartiere, sia da volano per l’intero quadrante che comprende via Sostegno e il comparto Milano, zone dismesse e che attendono da troppo una vera riqualificazione».

A farle eco è Michele Maggi (Lega): «Si parla dell’arrivo del Freccia Rossa 2. Prima di esultare, però, aspettiamo di capire se questo progetto verrà davvero messo a terra e se avrà una reale sostenibilità finanziaria ed economica. Brescia purtroppo è già ricca di grandi annunci urbanistici che non hanno mai visto la luce: basti pensare al Musil, al recupero dell’ex Sant’Orsola o alla nuova sede di A2A. Annunciare progetti è facile, realizzarli molto meno. E negli ultimi anni questa Amministrazione ci ha abituati più agli annunci che ai cantieri».

Dal Duc al Consiglio di quartiere

A porre un argine a questa chiave di lettura è Francesco Tomasini (Azione), che rimarca: «Il Freccia Rossa era, dalla sua chiusura, una ferita per la città. Ridarlo a nuova vita, con un equilibrio di funzioni più consono al contesto cittadino come fortemente voluto dalla nostra Amministrazione, è un grandissimo risultato. È la dimostrazione che la collaborazione tra pubblico e privato può essere virtuosa e fondamentale nella rigenerazione del territorio».

Roberto Omodei (Partito democratico) propone un’analisi più ampia: «Da quello che abbiamo visto, mi sembra un buon risultato. La formula del mix funzionale scelta dagli investitori mi pare equilibrata, più sostenibile del centro commerciale puro. È interessante il contributo al Duc (Distretto urbano del commercio), auspico che serva a favorire sinergie con il commercio del centro e con il quartiere. In questo passaggio sarà decisivo avere al tavolo anche il Cdq. Altro tema di cui bisognerà ragionare insieme è come rendere funzionale lo spazio esterno, da sempre un nodo delicato».

L’attesa del confronto in Commissione

Tutte considerazioni di cui Massimiliano Battagliola (Brescia Civica) «prende atto», augurandosi però che il progetto venga «approfondito nelle apposite commissioni consiliari». Battagliola non nega il passo positivo: «Ben venga una riqualificazione immediata, purché si proceda con una logica radicalmente diversa rispetto al passato: la nuova distribuzione degli spazi non deve creare problemi ai negozi del centro. Accogliamo con favore l’intenzione dichiarata di dimezzare la superficie commerciale a favore di una vocazione sociosanitaria, culturale e formativa e vigileremo affinché l’accordo garantisca davvero l'interesse pubblico».

Paolo Fontana (Forza Italia) tiene il punto: «Si torna finalmente a parlare dello sviluppo di uno spazio importante, da tempo degradato. Va riconosciuto che queste iniziative nascono soprattutto grazie alla capacità di investimento e di visione dei privati. Ora è necessario passare dagli annunci ai fatti: sarà importante approfondire i contenuti del progetto e seguirne con attenzione gli sviluppi concreti. Ad oggi, purtroppo, l’Amministrazione ha negato il confronto e l’approfondimento nelle sedi istituzionali preposte». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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