Inizia dal fronte di viale Marconi a Desenzano il percorso che cambierà il volto dell’ex Federal Mogul. La giunta ha approvato la bozza di convenzione per un intervento che, assicura il sindaco Guido Malinverno, lascia aperto il futuro del resto del comparto, ancora alle prese con il sottosuolo: «La proprietà fa ciò che il Pgt consente, senza compromettere le possibilità successive di trasformazione dell’area».
Il progetto
La proposta interessa 5.386 mq, poco più di un sesto dei quasi 31mila del comparto. Demolizione e ricostruzione porteranno a un edificio di 4.995,53 mq di superficie lorda, circa 1.497 commerciali e il resto a destinazione produttiva. Malinverno precisa che, anche oltre i 5mila mq, un Piano attuativo conforme al Piano di governo del territorio sarebbe rimasto di competenza della giunta. E aggiunge: «Non sarà un centro commerciale: ci saranno esercizi di vicinato, garage e posti auto, sarà migliorato il fronte strada». Previsti circa 660 mq di parcheggi pubblici e 296.970 euro al Comune al posto della cessione di altre aree per servizi, oltre agli oneri.
Per Pd, Azione e M5s manca un disegno capace di tenere insieme il futuro dell’intero comparto. Giustina Bonanno e Stefano Terzi contestano l’assenza di un confronto pubblico, già sollecitato nei mesi scorsi, mentre Maria Vittoria Papa teme che nuovi negozi aggravino il traffico e penalizzino le attività di piazza Garibaldi. Azione chiede di chiarire anche la destinazione dei quasi 297mila euro. Andrea Spiller vede invece un’occasione persa per rispondere alla domanda di case accessibili, verde e spazi di socialità, con scelte che rischiano di vincolare la prossima amministrazione.
Il nodo
«Questa parte potrà fungere da ingresso anche in futuro e ci sono altre due possibilità di accesso», replica Malinverno, che giudica limitato l’impatto dei negozi sul traffico. Il progetto unitario, aggiunge, «devono proporlo i privati. Come possiamo immaginare nuove destinazioni senza conoscere l’esito delle bonifiche?».
Il nodo riguarda la porzione contaminata, distinta dal lotto interessato. «Non è una bonifica sperimentale: è uno studio per trovare un sistema di bonifica», precisa. Il calendario prevede lo studio fino al 2028, poi due anni di monitoraggio. Solo dopo il 2030 inizierà la bonifica vera e propria.
Sul confronto pubblico Malinverno richiama l’adiacente ex Fili Legnami, per la quale nel 2017 il Consiglio adottò un piano per due strutture commerciali, una destinata a supermercato. «L’amministrazione Leso avrebbe dovuto tenere insieme le due aree già allora». Nel dibattito del 2017, a ruoli invertiti, ricorrevano gli stessi temi: Malinverno chiedeva un tavolo con le proprietà, Papa e Terzi sostenevano il recupero dell’ex Fili come risposta al degrado dell’area.



