Nel fine settimana, i lavoratori della Federal Mogul di Desenzano smantelleranno il presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Un'azione simbolica che ha un grande valore, visto che la protesta dura dal settembre 2009, quando la multinazionale ha annunciato la chiusura dello stabilimento. Venti mesi per chiedere un epilogo diverso.
Giovedì si è accesa una luce in questa vicenda, finora particolarmente tormentata. A Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico, è stato firmato l'accordo tra l'azienda, i rappresentanti sindacali, la Fiom Cgil di Brescia e il sottosegretario Stefano Saglia, per avviare il processo di reindustrializzazione del sito produttivo.
L'intesa (raggiunta lunedì notte e sottoposta mercoledì al voto dei lavoratori) prevede che Invitalia (l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti) coordini il processo di creazione di una nuova attività industriale, in grado di garantire posti di lavoro a tempo indeterminato per gli ex dipendenti della Federal Mogul in mobilità.
La multinazionale metterà immediatamente a disposizione gli immobili, a prezzi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. E si sarebbero già svolti due incontri con industriali interessati. In ogni caso, sarà privilegiata la proposta più convincente sotto il profilo occupazionale, e Federal Mogul definirà con Invitalia, entro il 10 giugno, tutte le linee operative necessarie per avviare la reindustrializzazione, compreso un incentivo economico per ogni lavoratore rioccupato.



