Tumori, cataratta e depressione: l’eredità di Chernobyl sulla salute

Che conseguenze a lungo termine ha avuto il disastro di Chernobyl sulla salute pubblica? Lo abbiamo chiesto a Mara Maria Tiraboschi, medico autorizzato alla sorveglianza degli esposti a radiazioni ionizzanti per Asst Spedali Civili.
Effetti biologici
«Gli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti sono di due tipi: deterministici e stocastici», spiega la specialista in Medicina del lavoro all’Università di Brescia. I primi si manifestano «quando viene superata una determinata soglia di esposizione e possono provocare l’aumento del rischio di alcune patologie come ad esempio la cataratta sottocapsulare posteriore, una forma di opacizzazione che colpisce la parte posteriore del cristallino e può compromettere la vista. A documentarlo è stato lo studio Uacos (Ukrainian-american chernobyl ocular study), realizzato dodici anni dopo l’incidente su 8.607 lavoratori liquidatori, con un’età media di 33 anni, coinvolti nelle operazioni di bonifica e ricostruzione. L’indagine non solo ha confermato il legame tra esposizione alle radiazioni e sviluppo della patologia, ma ha anche permesso di ridefinire la soglia di rischio, contribuendo a ridurre i limiti di dose consentiti per i lavoratori esposti e a rafforzare le misure di tutela sanitaria».
Oltre agli effetti deterministici, ci sono quelli «stocastici, o probabilistici, non legati a una soglia», spiega la dottoressa. In questo caso non esiste una soglia sotto la quale la patologia non si manifesta: il rischio cresce in proporzione alla dose di radiazioni assorbita. In altre parole, più aumenta l’esposizione, più aumentano le probabilità di sviluppare alcune forme di tumore. Una delle evidenze più solide riguarda il tumore maligno della tiroide.
«Dal report 2017 dell’Unscear (United nations scientific committee on the effects of atomic radiation), basato sugli studi condotti nelle popolazioni di Ucraina e Bielorussia, è emerso infatti un aumento del rischio tra chi, al momento del disastro di Chernobyl, era in età pediatrica. Si tratta dei bambini che avevano respirato aria contaminata o assunto latte contaminato da iodio-131».
Diverso il discorso per altre patologie oncologiche. «Per tumori come quelli della mammella o per le leucemie, i risultati degli studi restano contrastanti» osserva Tiraboschi.
Effetti psicosociali
Agli effetti biologici si aggiungono poi quelli psicosociali, meno visibili ma altrettanto profondi. L’incidente ha avuto conseguenze durature anche sul benessere mentale delle popolazioni colpite, alimentando ansia per il futuro, depressione e disturbi da stress post-traumatico. Più difficile stabilire se il disastro abbia avuto effetti diretti sulla salute della popolazione italiana. «Non esistono studi che lo dimostrino – conclude la dottoressa –. Entrano in gioco troppi fattori di disturbo, che rendono complesso isolare un’eventuale conseguenza riconducibile all’incidente».
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