Cronaca

El Alamein, paracadutisti bresciani si lanciano nel segno della memoria

Protagonisti tredici parà che sono stati in Egitto per celebrare una delle battaglie più note della Seconda Guerra mondiale sul fronte Nord africano: nove di loro hanno preso parte al lancio dall’aereo delle Forze Armate Egiziane
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Paracadutisti bresciani a El Alamein
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Paracadutisti bresciani a El Alamein

Sui libri di storia la seconda battaglia di El Alamein rappresenta uno spartiacque per quanto riguarda le sorti della Seconda Guerra mondiale. Come spiegato dal grande storico italiano di Istituzioni militari, Giorgio Rochat, nel suo libro «Le guerre italiane 1935-1943. Dall’impero d’Etiopia alla disfatta (Einaudi, 2005), quello fu lo scontro che sancì la vittoria del generale britannico Bernard Law Montgomery sulle forze dell’Asse, guidate dal feldmaresciallo tedesco Erwin Rommel, noto come «La volpe del deserto». Ma quella battaglia, che si combatté tra il 23 ottobre e il 5 novembre del 1942,  fu anche un simbolo di resistenza e «valore» da parte dei militari della Folgore.

E per rendere omaggio ai soldati, il 17 ottobre anche tredici «parà» bresciani hanno partecipato al ricordo che si è svolto in Egitto e nove di loro si sono anche lanciati con il paracadute: Stefano Raccagni e Dante Marenghi di Palazzolo, Giorgio Cavattoni di Corte Franca, Massimo Ghirardi di Trenzano, Luigi Gelmini di Isorella, Laura  Prandstraller di Poncarale, Pietro Orizio e Marco Pasquali di Brescia e Davide Baronchelli di Clusane di Iseo.

«È stata davvero un’esperienza meravigliosa – le parole di Raccagni, consigliere comunale a Palazzolo sull’Oglio –. Un momento all’insegna della storia e del ricordo».

Il progetto

L’evento, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, è stato organizzato da Walter Amatobene, vicepresidente del Progetto El-Alamein e direttore del quotidiano telematico «CongedatiFolgore.com», che da 20 anni si occupa di mantenere viva la memoria delle battaglie di El Alamein. «Con un lancio sul fronte di El-Alamein –  ha spiegato Amatobene – abbiamo idealmente restituito alla Folgore quel lancio che le era stato negato, quando i paracadutisti dovettero abbandonare i loro paracadute in Libia per essere trasferiti via terra ad El Alamein».

Il lancio

I paracadutisti salgono sull'aereo - © www.giornaledibrescia.it
I paracadutisti salgono sull'aereo - © www.giornaledibrescia.it

E così, attorno alle 9 del 17 ottobre, ha preso il via il lancio di compagnia che ha coinvolto 89 paracadutisti italiani, sei inglesi, un australiano, un americano e due greci. Gli aviocollegati si sono lanciati da due C-130 Hercules delle Forze Armate Egiziane tra Himeimat e Quota 105, nel cuore del fronte difeso dalla Folgore. Per i paracadutisti con paracadute a fune di vincolo, l’attività è stata preceduta da due intense giornate di ricondizionamento fisico e tecnico e di addestramento alle procedure operative e di sicurezza alla base della Airborne, poco fuori dalla capitale, e l’Infantry House of the Egyptian Army (circolo ufficiali con strutture sportive) del Cairo.

La memoria

Dopo il lancio è arrivato il momento della memoria, con la visita ai luoghi più significativi della battaglia: le due colline dell’Himeimat e l’ospedale militare sotterraneo ricavato da una postazione fortificata denominata Kaponga Box, sottratta dagli italiani ai neozelandesi. La giornata di sabato scorso si è conclusa al chiarore delle stelle e della Torre del sacrario italiano con una cerimonia commovente. All’evento ha partecipato anche la senatrice Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa, che ha rimandato la sua partenza di un giorno per incontrare la Compagnia El Alamein.

Il sacrario

La sottosegretaria alla Difesa ha preannunciato l’attuazione di un progetto che arricchirà il sacrario di nuovi spazi museali esterni e ripristinerà quelli interni. La progettazione e l’esecuzione saranno curate dal Progetto El Alamein, sotto la direzione scientifica del Professor Aldino Bondesan dell’Università di Padova.

La messa per i caduti e la visita ai cimiteri

Domenica, invece, il cappellano militare della Folgore, padre Michele, ha celebrato una messa in ricordo dei caduti, a cui è seguita la cerimonia di consegna dei brevetti ai temerari che si sono lanciati nel deserto. Nel pomeriggio sono stati visitati il museo di El Alamein e i cimiteri di guerra britannico, australiano e greco, dove gli «ex nemici» si sono riuniti per rivolgere una comune preghiera ai caduti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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