Il periodo del Solleone comincia dalla seconda decade di agosto, quando la nostra stella entra nell’omonima costellazione. Chissà se quello di domani, 12 agosto, sarà un mercoledì da leoni. Rispetto al celebre film non dovremo scrutare l’orizzonte sperando condizioni ideali per praticare il surf, ma per vedere il disco solare in eclissi, eccezionalmente coperto per oltre il 90% dalla Luna.
L’ultima volta a Brescia accadde l’11 agosto 1999. Questa volta però l’intervallo utile per l’osservazione si riduce ad una cinquantina di minuti, tra le 19.30 e le 20.20, proprio quelli che precedono il calar del Sole, con la fase massima dell’eclissi che coincide con l’inizio del tramonto. Una visione non facile, con il Sole così basso, che riguarderà anche i non pochi bresciani che hanno programmato un viaggio in Spagna, in particolare nella fascia che dalla zona nord-occidentale della penisola iberica passa per Valencia e arriva alle Baleari, dove il disco completamente nero, circondato dalla corona solare, darà veramente spettacolo nell’istante del tramonto, nubi permettendo.
La scelta del luogo
A Brescia, altrettanto in Spagna, sarà fondamentale la scelta del luogo più adatto per vedere il fenomeno. Una decisione importante che può valere il doppio, visto che l’osservazione non si esaurirà con la scomparsa del Sole. Dopo le luci del crepuscolo serale, tra le quali apparirà, molto brillante, il pianeta Venere, l’arrivo del buio evidenzierà le più celebri meteore dell’anno e forse anche qualche vistoso bolide.
Gli astri hanno confezionato una giornata da dieci e lode, un doppio spettacolo celeste per tutti perché accessibile ad occhio nudo, ma solo con la vista protetta durante l’eclissi. Invece nelle ore successive al tramonto arriverà il momento «clou» delle «lacrime di San Lorenzo», che ritarda di un paio di giorni rispetto alla data del martirio del santo alla quale la tradizione associa le meteore dello sciame delle Perseidi.
Il punto di origine – si chiama radiante – dal quale sembrano provenire le scie luminose di queste polveri che diventano incandescenti al contatto con l’atmosfera, è localizzato nella costellazione del Perseo. In realtà le «stelle cadenti» appariranno a sorpresa in tutti i punti del cielo, quindi non ci sarà un’area privilegiata del cielo verso la quale puntare gli occhi. Per riuscire a vedere il maggior numero di meteore occorre un cielo molto buio.
Come guardare
Saremo al novilunio, come accade sempre durante le eclissi solari, la fase ideale per vedere le meteore, vista l’assenza del satellite la cui luminosità limiterebbe la visione di queste polveri extraterrestri. Si tratta di un fenomeno che richiede una osservazione prolungata, almeno per un’ora, per riuscire a valutare l’intensità dello sciame conteggiando ogni scia luminosa. Sarà necessario assumere una posizione comoda mentre si guarda il cielo.

È consigliabile munirsi di una coperta, per evitare il contatto con l’umidità del suolo, e una felpa visto che si deve passare un po’ di tempo sotto le stelle e che i luoghi più adatti sono quelli in quota, per la maggior limpidezza del cielo e la minor presenza di inquinamento luminoso. Stavolta è meglio lasciare a casa il binocolo, se privo di filtri solari sull’obiettivo, prima di tutto perché non serve per guardare le meteore e per non rischiare la tentazione di guardare il sole in eclissi quando si avvicina all’orizzonte. Infatti l’osservazione che precede le meteore è completamente diversa e molto più esigente dal punto di vista strumentale.
Rischi per la salute
La possibilità di guardare il sole ad occhio nudo deve essere evitata. Nei circa 60 minuti che precedono il calar del sole si potranno puntare gli occhi verso il disco solare solo se si è minuti di filtri idonei o dei classici occhiali da eclissi. Nei giorni scorsi le richieste per le consegne a domicilio di questi sistemi protettivi hanno raggiunto il top. Forse solo nell’istante finale, quando il sole toccherà l’orizzonte e sarà tutto rosso e non abbagliante, ci si potrà fidare della visione diretta del disco eclissato.
È importante ricordare che la copertura della Luna non è sufficiente, perché la luce solare è comunque accecante, nel vero senso della parola, anche se rimanesse scoperto solo l’uno per cento del disco solare. Col sole non si scherza. Il rischio di subire danni alla retina è ampiamente documentato. L’unica osservazione possibile senza proteggere la vista è quella indiretta. Il sole in forma di Luna, perché occultato dal nostro satellite, lo vedremo proiettarsi al suolo sotto le chiome degli alberi.
Gli strumenti ottici
Un risultato migliore lo si ottiene usando una scatola con foro stenopeico che spieghiamo a parte. Per vedere il sole attraverso gli strumenti ottici sono necessari dei filtri posti sull’obiettivo, che sono quelli più sicuri, oppure con accessori che si applicano all’oculare e che consentono di vedere dettagli della superficie solare anche quando il Sole non è eclissato.
Con questi dispositivi si vedono le protuberanze, getti di gas incandescente più evidenti sui bordi del disco solare, accessibili anche con un binocolo senza filtro, ma solo e unicamente quando il sole è al 100 per cento tutto completamente nero.



