«Il 25 ottobre è in programma l’inaugurazione dei due appartamenti per l’autonomia della Residenza Enrico Cavalli»: l’annuncio arriva a sorpresa in coda alla terza edizione del «Carpenedolo’s got talent». Una serata, quella tenutasi nella sala parrocchiale «Paolo VI» che, al culmine di una stretta selezione d’interessanti performance, ha visto le sorelle Beatrice e Anna Giulia Russo (16 e 28 anni di Calvisano) prevalere con la loro emozionante interpretazione canora di «Glue» su altri 11 artisti in gara, di fronte alla giuria e al pubblico, chiamato in causa come quinto giurato tramite l’applausometro.
Progetto
Molto apprezzato l’intrattenimento condotto sul palco da Giuseppe Fadabeni col coordinamento della Fondazione di Carpenedolo, ma sullo sfondo dell’appuntamento c’era per lo più il desiderio del sodalizio in cabina di regia d’illustrare l’evoluzione del progetto abitativo legato al «Dopo di noi» presso l’ex Casa Girelli e, come appunto appreso, prossimo a concludersi.
Il tutto dopo un’importante riqualificazione del primo piano, realizzata grazie alla generosità di molti privati che hanno aderito alla raccolta fondi, ditte che hanno fornito materiali ed arredo, professionisti che hanno prestato gratuitamente la manodopera nonché enti (fra cui Comune, Fondazione Cariplo e Bcc del Garda) che hanno sostenuto economicamente la causa.
«Il sogno sta diventando realtà: ciascuno ha messo un mattoncino», dice a tal proposito con entusiasmo chi ha sempre creduto nella possibilità di dar forma a un servizio finora inesistente in paese. Sì, il conto alla rovescia è agli sgoccioli: tra poco 10 persone adulte con disabilità seguite dalla cooperativa sociale «Il Quadrifoglio fiorito» troveranno una nuova abitazione in quelle che un tempo erano le stanze dell’orfanotrofio femminile, acquistato - rispolverando gli archivi - nel 1885 dal dottor Eugenio Vellenari per opera delle sorelle Elisabetta e Maddalena Girelli e a lungo condotto dalla Congregazione delle Figlie di Sant’Angela.
Grazie alla Fondazione
«Gran parte del merito della trasformazione dei locali va ai fondatori Angelo Magri, Enrico Cavalli, Francesco Bologna, Eugenio Zaniboni, Marcello Sorrentino e Franco e Rinaldo Ghirardi: senza la loro lungimiranza nel 2000 non avremmo dato vita alla Fondazione di Carpenedolo, né acquistato l’immobile per salvarlo dalla speculazione edilizia per continuare ad essere un patrimonio a servizio della comunità», ricordano gli attuali membri del cda.
E parlando dell’imminente futuro, a dar più enfasi alla potenza del progetto, gli inquilini dello storico edificio non saranno soli: attive da anni nel medesimo plesso di via Ceresara, la scuola di musica Mario Casnici, la scuola di restauro e l’associazione teatrale Chronos 3 sono pronte ad accoglierli come graditi «vicini» in un contesto che si profila per loro davvero inclusivo nel cuore della cittadina.



