La disfida dei livelli sulle rive del lago d’Idro

Con il decreto commissariale firmato il 15 dicembre 2025 ha preso forma, nero su bianco, l’accordo tra il Commissario straordinario per la scarsità idrica e AIPo per dare avvio alle nuove opere di regolazione del lago d’Idro: galleria di scarico e paratoie all’incile, per un investimento complessivo da 97 milioni di euro. Una cifra importante, sostenuta da un’anticipazione del 15%, con 9,7 milioni già trasferiti, a testimonianza di quanto l’intervento sia considerato strategico dalla Cabina di regia sulla crisi idrica.
Eppure, mentre il progetto procede spedito, sul lago dell’Idrol’atmosfera è tutt’altro che serena. Da anni l’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia contesta l’impianto dell’opera e ora, con maggiore decisione, anche il Comune di Idro si schiera chiedendo più prudenza, più trasparenza e soprattutto più ascolto. A preoccupare non sono solo i lavori in sé, ma la filosofia che li accompagna: un lago regolato con escursioni idriche fino a 3,5 metri, quando da anni si vive con meno della metà, senza particolari drammi.
Il punto dolente, quello che infiamma gli animi anche nel vicino Trentino, è il biotopo di Baitoni, zona umida riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario. Un ecosistema fragile, che vive di equilibri millimetrici. Abbassare il livello del lago per lunghi periodi, come si teme grazie alle nuove opere di regolazione, rischierebbe di trasformare il SIC in una distesa di fango, con buona pace di fauna, avifauna e habitat che da decenni rappresentano un patrimonio naturalistico unico nel suo genere.
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